lunedì 15 aprile 2019

IL MEGLIO DEL PEGGIO



"Chiedere scusa? Di cosa? Per cosa? Non c'è nessuna relazione tra le percosse dei carabinieri e la morte di Cucchi: lo dicono le perizie. La morte di Stefano Cucchi è avvenuta per una serie di concause tra cui la tossicodipendenza e il fisico debilitato. La droga è una delle cause della morte. La verità è che a casa di Cucchi hanno trovato marijuana e cocaina già pronte per lo spaccio. Non è un benemerito, io dico no a una strada in suo nome. Non è come Cavour e Garibaldi"

James Russell Lowell affermava che solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione. Carlo Giovanardi, ex ministro per i rapporti con il Parlamento ed ex sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio durante il governo di Silvietto, non ha cambiato idea sulla morte di Stefano Cucchi. Il fondamentalista ultra cattolico ed ex ministro del centrodestra è un uomo coerente. Ossessionato dalla convinzione che lo sventurato giovane sia morto per inedia, ma coerente. Talmente coerente che neppure la confessione choc resa dal carabiniere Francesco Tedesco, imputato assieme ad altri commilitoni, lo ha fatto indietreggiare di un millimetro. Giovanardi non chiede scusa alla famiglia Cucchi ne' alla sorella Ilaria. E ci mancherebbe pure. "Non credo agli asini che volano" ha affermato nella trasmissione radiofonica "La Zanzara". Noi invece crediamo agli asini che stanno a terra. E tra i politici ce ne sono a bizzeffe. Crediamo fermamente che le vittime dello stato siano una cosa seria. Meritano la considerazione di noi tutti, asini inclusi. Il rispetto per la vita dovrebbe essere un richiamo costante in ogni ambito delle attività umane. Purtroppo, la realtà dimostra il contrario. E allora in casi come questi, bisognerebbe fermarsi un attimo e riflettere. Anche gli asini potrebbero almeno provarci.

Cleopatra, lunedì 15/04/2019

1 commento:

Unknown ha detto...

Giovanardi è una brutta persona.
Punto.
Si dice cristiano ma non ha pietà di nessuno, non ha comprensione per nessuno e non perdona niente a nessuno.