Ricevo dalla nostra freelance Cleopatra e integralmente pubblico :
L'idea di scrivere questo articolo mi è venuta dopo avere ascoltato il
commento sarcastico di David Letterman,conduttore di un noto programma di
intrattenimento in onda sulla rete televisiva americana CBS.
Il bersaglio era l'ormai noto Capitan Schettino in merito alla inverosimile
ricostruzione dei fatti sul naufragio della nave da crociera e alla sua caduta
"accidentale" in una scialuppa di salvataggio.
Qualche giorno dopo,un editorialialista di Der Spiegel - on line si è espresso
per stereotipi considerando l'italianità come sinonimo di spacconeria e
strafottenza. "Il capitano della Costa Concordia? Non poteva che essere
italiano" . Questo è stato all'incirca il commento.
Non c'è dubbio che l'immagine del nostro paese sia stata,ancora una volta,
messa a dura prova. Del resto, la classe politica di questo ultimo ventennio
sembra aver lavorato alacremente per dissolvere la nostra rispettabilità.
Ognuno,in democrazia, è libero di esprimere la propria opinione purchè non sia
lesiva della dignità altrui. Le generalizzazioni basate sull'appartenenza
territoriale,religiosa,politica, o, come in questo caso,razziale sono
deprecabili e da censurare.
Personalmente, ho sempre guardato con somma circospezione i moralisti e tutti
coloro che misurano ogni cosa attraverso pregiudizi e luoghi comuni.
Il moralista, come sosteneva il filosofo Friedrich Nietzsche, è una persona
sospetta. Nulla di più vero.
Proprio a David Letterman rivolgerei questa locuzione latina : " Mister
Letterman, nihil sub sole novum" . In italiano, significa che non vi è nulla di
nuovo sotto il sole alludendo al perenne ripetersi nella vita umana di fatti e
circostanze analoghi.
Mi riferisco all'anniversario della strage del Cermis.
Era il 3 febbraio del 1998.Un aereo militare statunitense dell'unità dei
Marines comandato dal capitano Richard Ashby e dal co-pilota Joseph Schwitzer
decolla dalla base di Aviano per un volo di addestramento.
Qualcosa non va. L'aereo impatta contro i cavi della funivia del Cermis in Val
di Fiemme. La cabina con a bordo 20 persone, tra cui tre italiani, precipita da
un'altezza di 80 metri. Nessun superstite.
Le autorità americane tentano di abbozzare (maldestramente) una spiegazione
curiosa secondo la quale la funivia sarebbe caduta da sola aggiungendo che,
vent'anni prima, nella stessa zona si era consumata una tragedia analoga.
Il processo si conclude con una sentenza di assoluzione dall'accusa di
omicidio colposo per i top guns e di condanna per intralcio alla giustizia ( entrambi avevano distrutto il nastro registrato durante il volo ).
La giustizia non è prevalsa. L'interesse americano a conservare una base Nato
era prioritario.
L'ex co-pilota Schweitzer,in una recente intervista, ammette che quel volo non
era di addestramento ma di divertimento.
Cosa è successo realmente? Volevando fare delle riprese panoramiche sulle
bellezze del luogo volano a bassa quota. Poi, l'impatto.
Tragedie come queste ci devono insegnare che la spiegazione non deve essere
ricercata nella appartenenza ad un popolo.
L'imperizia,l'inadeguatezza,la mancanza di cultura del rischio,la mediocrità
di coloro che occupano posti di responsabilità e di chi seleziona il personale
non hanno una bandiera.Sono universali.
Cleopatra.



