martedì 14 gennaio 2020

PREVIEW



NATHANIEL RATELIFF annuncia il suo primo album solista in sette anni AND IT’S STILL ALRIGHT è disponibile dal 14 febbraio su Stax Records/Caroline International.
Quando Rateliff iniziò a scrivere l’album i brani raccontavano il dolore per la fine della sua relazione ma le tematiche cambiarono quando Richard Swift, suo amico di lunga data e produttore dei due precedent album con i The Night Sweats, venne a mancare nel luglio 2018. Nel corso dei 10 brani di And It’s Still Alright Rateliff è esitante ma non perde mai la speranza, una speranza che fa parte di un piano più grande. Le canzoni sono più tranquille e riflessive, rispetto al soul esuberante dei The Night Sweats, ma non per questo sono meno dirette e indelebili. Nathaniel supera i limiti e trova una nuova profondità nella sua scrittura, una voce che in solitaria si avventura nell’amore, nella perdita e nella perseveranza.
Rateliff ha scritto il singolo e title track “And It’s Still Alright” specificatamente per Swift – un brano di inquietante bellezza e approvazione.
Per registrare And It’s Still Alright Rateliff è tornato nello studio di Swift, il National Freedom a Cottage Grove, Oregon, in compagnia del co-produttore Patrick Meese (collaboratore di lunga data e batterista dei The Night Sweats) e James Barone (il batterista dei Beach House), che hanno poi mixato l’album. L’album vede inoltre la collaborazione di Tom Hagerman (violinista dei DeVotchKa), Luke Mossman (chitarrista dei The Night Sweat), Elijah Thomson ( bassista degli Everest), Daniel Creamer (tastierista dei The Texas Gentlemen) e Eric Swanson (alla steel guitar).





Blackswan, martedì 14/01/2020

lunedì 13 gennaio 2020

YESTERDAY WILL BE GREAT - Y (Blooms Recordings, 2019)

Gli opposti, i contrasti, le collisioni. Scartare la linearità ed evitare il prevedibile è spesso ciò che dona alla musica un fascino superiore e diverso dal mero esercizio di stile o dal puro divertimento, perché la stratifica, la rende volubile, inafferrabile, elusiva.
In tal senso, Y, Ep d’esordio dei ravennati Yesterday Will Be Great si presenta come un’opera antinomica su diversi piani, sia formali che concettuali. C’è la distanza breve (cinque canzoni per poco più di mezz’ora di musica) e, per converso, il superamento della classica formula canzone, sia per il minutaggio (la maggior parte delle canzoni superano i cinque minuti di durata) che per la struttura. I brani, poi, sono stratificati, possiedono una cerebrale inclinazione alla complessità, eppure sono scossi da un impeto istintivo, fisico, molto muscolare. Infine, gli YWBG operano all’interno di Y un apparentamento scorbutico fra post rock e psichedelia, due generi che confliggono, che sgomitano per rubarsi la scena, finendo poi per trovarsi a convivere in perfetto equilibrio.
D’altra parte cosa aspettarsi da una band che ha scelto come nome una sorta di paradosso temporale? “Ieri sarà fantastico”: ennesima antinomia, scontro di prospettive, passato e futuro come lente per guardare a un presente che è al contempo suggestione nostalgica e empito di speranza per tutto ciò che non è stato ma potrà essere.
Simone Ricci (chitarra), Massimo Gardini (basso e voce), entrambi ex componenti dei Kisses From Mars, e Daniele Mambelli (batteria) allestiscono uno scenario cupo, ossianico, in cui si sviluppano cinque canzoni ondivaghe fra atmosfere sognanti e cinematiche e accessi di fragore, che imboccano strade dal declivio ipnagogico che finiscono irrimediabilmente per schiantarsi contro muri di chitarre fragorose.
Non c’è però dispersione di energia né irruenza fine a se stessa, perché anche i momenti più violenti vengono indirizzati e trattenuti in una visione d’insieme coerente ed equilibrata. Gestire la forma ed essere padroni della materia, mantenendo la giusta distanza, evitando le sbavature, per convogliare il pathos in uno stile immediatamente riconoscibile.
Solo cinque canzoni, dicevamo, ma tutte necessarie, dirette, prive di fronzoli, anche quando aprono a dimensioni parallele di onirica luminescenza. Come accade, ad esempio, nell’iniziale Someday, le cui atmosfere lisergiche dal sapore beatlesiano vengono scandite da una ritmica secca, quadrata, per arrestarsi poi di fronte al frangiflutti di un’esplosione noise di tonitruanti chitarre, o nella successiva Babylon, le cui volute psichedeliche deragliano in un riff sinistro di matrice sabbathiana.  
Le spire avvolgenti della lunga You, Above The Ocean, aprono all’inquietudine di una notte senza luna, tenebrosa e ostile, sensazione, poi, ampliata nella successiva Any Our, che spinge verso atmosfere dark wave, grazie a una pulsante e invasiva linea di basso e al neon a intermittenza della chitarra di Ricci.
Chiude la scaletta la tambureggiante Goodbye, dagli accenti quasi presbiteriani, che delinea una perfetta alchimia tra ieratica solennità, visione lisergica, ipnotica circolarità post rock e ancestrale inquietudine. Canzone pregna di epos, che sigilla un disco breve ma di intensa e sinistra bellezza.

VOTO: 8





Blackswan, lunedì 13/01/2020

sabato 11 gennaio 2020

PREVIEW



Gli Other Lives sono pronti a fare il loro ritorno sulle scene con il nuovo album For Their Love, in uscita il 24 aprile su Play It Again Sam.
Dopo Rituals, pubblicato nel 2015, il trio formato da Jesse Tabish (piano, chitarra e voce), Jonathon Mooney (piano, violino, chitarra, percussioni e tromba) e Josh Onstott (basso, tastiere, percussioni, chitarra e seconda voce) ritorna con l’attesissimo seguito For Their Love, una raccolta di dieci tracce che, pur richiamando i lavori passati, guardano al futuro.
Il nuovo album prende il titolo da uno dei primi brani composti e il fulcro creativo e frontman della band Tabish rivela: “Il titolo dà l’idea di qualcosa che sia inclusivo ma allo stesso tempo di ampio respiro, e rappresenta il percorso che abbiamo voluto intraprendere”. 
Arrivati dall’Oklahoma nel 2011 con gli arrangiamenti cinematografici e le melodie riflessive del loro album d’esordio Tamer Animals, gli Other Lives hanno avuto la sbalorditiva capacità di evocare i paesaggi tipici delle praterie della loro terra d’origine. In For Their Love ritroviamo un senso di libertà, talvolta cupo o coperto dalla rassegnazione, talvolta allegro e stimolante. Il trio ritorna dopo un periodo di incertezza, personale e creativa, ed è pronto alla rinascita.
Gli Other Lives presentano “Last Day”, primo brano estratto dal nuovo lavoro che viene accompagnato da un video.
All’album autoprodotto hanno preso parte anche Kim, moglie di Tabish che ha prestato la sua voce, e il batterista Danny Reisch che aveva già lavorato con il trio durante le registrazioni di Rituals





Blackswan, sabato 11/01/2020

venerdì 10 gennaio 2020

FRAGILE DREAMS - ANATHEMA (PEACEVILLE, 1998)




Quando a Liverpool, nel 1990, i fratelli Cavanagh (Vincent e Daniel, a cui si aggiungerà di lì a poco anche il terzo fratello, Jaime) fondano gli Anathema non avrebbero mai pensato che il loro iniziale progetto si sarebbe trasformato, in pochi anni, in qualcosa di diametralmente opposto a quello che avevano in mente.
I tre ragazzi, infatti, iniziano a suonare metal e pure nella sua veste più estrema di death doom metal: cantato growl, ritmi elefantiaci, atmosfere catacombali. Il suono, tuttavia, lentamente evolve, e quando il cantante Darren White, poco incline al cambiamento artistico già in atto, molla baracca e burattini, gli Anathema pubblicano The Silent Enigma (1995), un album più complesso negli arrangiamenti e più virato verso un alternative rock dall’umore crepuscolare; un suono, questo, che sarà ulteriormente sviluppato nel successivo Eternity (1996), uno dei dischi più riusciti del nuovo corso. E’ però con Alternative 4 del 1998 che la proposta musicale della band trova una struttura definitiva: di metal non c’è nemmeno l’ombra e le atmosfere, per quanto crepuscolari, si fanno decisamente più melodiche e raffinate.
Alternative 4 è un disco cupo, depresso e ricco negli arrangiamenti, che guarda soprattutto alla lezione malinconica dei coevi Radiohead (i quali, l’anno prima, hanno pubblicato l’epocale Ok Computer).
Fragile Dreams, seconda traccia in scaletta, si può annoverare fra le più belle composizioni della band ed è senza ombra di dubbio un vero e proprio cavallo di battaglia degli Anathema, il brano che anche oggi tutti si aspettano di ascoltare ai loro concerti. L’inizio dolcissimo, che evoca atmosfere quasi celtiche, evapora in un crescendo di chitarre al vento pervase da una malinconia al contempo struggente ed epica. Nel tristissimo arpeggio centrale i sogni, fragili per loro stessa natura, evaporano nell’amara consapevolezza di un amore che sta finendo (Maybe I always knew my fragile dreams would be broken…for you).
La canzone, successivamente, troverà una veste tutta nuova nello splendido Hindsight del 2008, in cui gli Anathema rileggono in acustico tutti i loro maggiori successi. In questo caso, lo struggimento è addirittura raddoppiato.





Blackswan, venerdì 10/01/2020

giovedì 9 gennaio 2020

PREVIEW




Si tratta del suo terzo full length ed è il primo con arrangiamento full band. Segue il precedente singolo “I Want Nothing”, che è uscito nel 2017.
Il singolo è accompagnato da un video diretto da Bradley James Allen e co-diretto da Jaden D e Gab De La Vega, nel quale appare una DeLorean di Ritorno Al Futuro, in uno scenario onirico e surreale che mescola realtà e finzione, sempre più indistinguibili l'una dall'altra. “Cosa è reale e cosa è finto?”
Gab De La Vega commenta: “Mi sembra che i confini tra ciò che è reale e ciò che è fittizio tendano ad essere indefiniti il giorno d'oggi. Tutto scorre al doppio della velocità ed è diventato talmente superficiale che non ci prendiamo nemmeno il disturbo di mettere in discussione la realtà delle nostre percezioni. Questo ha un impatto su qualsiasi cosa.
Ad esempio, è facile buttare uno sguardo veloce alla vita di una persona attraverso le lenti dei social media e concludere che abbiano una vita fantastica, quando in realtà le cose non sono luccicanti quanto sembrano.
La superficie perfetta di questo mondo “post-reale” ci mette a nostro agio, la interiorizziamo, ma deteriora le connessioni tra il mondo reale e tra le persone che in esso vivono.
Ciò ci porta alla solitudine, all'ansia sociale, al timore di essere giudicati e ci spinge ad inseguire in eterno distrazioni facili e interazioni basate sulla gratificazione istantanea.
È facile lasciarsi trascinare in questo gioco, ma alla fine, una via d'uscita esiste. Quando I muri attorno a noi crescono sempre più in alto e le stanze diventano sempre più piccole, possiamo afferrare la maniglia e tirarla con forza: c'è un altro mondo là fuori, nel quale è possibile essere veramente noi stessi, con difetti e pregi e avere interazioni sane l'uno con l'altro. È la libertà, nella sua forma più pura.”
Perfect Texture” vede come ospite speciale Nicola Manzan (noto anche come Bologna Violenta), polistrumentista e compositore che ha collaborato in precedenza con artisti come Il Teatro Degli Orrori, Baustelle, Fast Animals And Slow Kids e altri. Nel brano suona il violino e la viola.
Il nuovo album “Beyond Space And Time” è stato registrato e mixato da Simone Piccinelli presso La Buca Recording Club di Montichiari e masterizzato da Jack Shirley, produttore e fonico nominato ai Grammy (Deafheaven, Oathbreaker, Jeff Rosenstock, Gouge Away...) presso The Atomic Garden Studio si Oakland, California.
Sarà pubblicato da Epidemic Records, l'etichetta gestita da Gab e dalla tedesca Backbite Records.
Sono aperti I preorder per l'edizione in vinile e CD su http://bit.ly/EpidemicPreorder e https://www.backbite-records.de/de/preorders.html così come per quella Digitale su tutte le principali piattaforme. https//smarturl.com/GabDeLaVegaBSAT
Dopo anni di concerti senza sosta in tutta Europa, con tour anche in Stati Uniti, Canada, Cile e Argentina, nel 2019 Gab De La Vega ha portato a termine esibizioni soliste in Europa e Canada, per poi debuttare con la formazione full band come “Gab De La Vega and The Open Cages”, aprendo il concerto di Frank Turner and The Sleeping Souls alla Festa di Radio Onda d'Urto.
Il nuovo singolo getta uno sguardo su ciò che sta arrivando: tour solisti e full band in Europa a cura dell'agenzia tedesca Flix Agency, con un release party ufficiale che si terrà al Lio Bar di Brescia Sabato 8 Febbraio.
Il 2020 sembra già ben impegnato per Gab De La Vega: le date per promuovere “Beyond Space And Time” saranno annunciate a breve. Occhi aperti!





Blackswan, giovedì 09/01/2020