lunedì 4 marzo 2013

WEST OF MEMPHIS (Voices For Justice) - VARIOUS ARTISTS

West Memphis, Arkansas, 5 maggio 1993. E' una bella giornata di sole, il cielo è terso e soffia una leggera brezza che rende l'aria primaverile piacevolmente frizzante. Stevie Branch, Michael Moore e Christopher Byers, tutti e tre di 8 anni, escono da scuola. Non hanno voglia di tornare subito a casa, sono le 18.00 e c'è ancora luce. Indugiano, ciondolano in giro, probabilmente si mettono a giocare. Alle ore 20.00, John Byers, il padre di Christopher, chiama la polizia locale per denunciare la scomparsa del figlio: sono passate due ore dall'uscita da scuola e Chris non è ancora rincasato. John ha paura, sente che potrebbe essere accaduta una disgrazia. La polizia, come spesso succede in questi casi, minimizza, dice a Byers di non preoccuparsi, che il bambino probabilmente si sarà fermato a giocare da un amichetto. Inizia un giro frenetico di telefonate, e si scopre ben presto che anche Stevie e Michael non sono rientrati a casa. A questo punto, gli inquirenti iniziano le ricerche, che però non danno alcun esito immediato. Fino a quando, nel tardo pomeriggio del giorno successivo, i corpi dei tre bambini vengono rinvenuti nel greto di un torrente che attraversa un parchetto denominato Robin Hood Park. Stevie, Michael e Chris sono nudi, le caviglie e i polsi legati coi lacci delle loro scarpe e portano segni inequivocabili di percosse. Stevie e Michael, come stabilirà l'autopsia, sono morti annegati, mentre Chris è stato prima accoltellato e poi castrato. La polizia di West Memphis, non abituata all'efferatezza di certi crimini e totalmente inadatta a gestire la situazione, non mette in sicurezza il sito e rimuove velocemente i corpi omettendo quasi ogni rilievo. Quando la settimana successiva arriva la Scientifica di Stato, ogni possibile indizio è andato irrimediabilmente distrutto.
 
 
 
 
Gli inquirenti iniziano a indagare e a formulare delle ipotesi: quella più probabile appare la pista di un macabro rito legato al satanismo. Grazie e due testimonianze, successivamente ritrattate, le indagini si concentrano su tre adolescenti problematici. Si chiamano Daniel Echols (18 anni), Jessie Misskelley Jr. (17anni) e Jason Baldwin (16 anni), portano i capelli lunghi, hanno abbigliamenti trasandati, ascoltano heavy metal e tengono una condotta di vita equivoca, e comunque troppo sopra le righe per una cittadina bigotta e conservatrice come West Memphis. Quando il cerchio si stringe, la polizia ferma Jessie Misskelley e lo interroga per dodici ore, in assenza dei genitori e di un legale. Jessie, il cui QI è ampiamente sotto la media (72), confessa l'omicidio e coinvolge i due amici. Ma la confessione, che in seguito si scoprirà essere stata forzata, è talmente confusa e contraddittoria (Jessie si contraddice su ora e luogo del delitto oltre che sulle modalità con cui è stato commesso) da non possedere un briciolo di credibilità. Ciò nonostante, Echols, Misskelley e Baldwin vengono arrestati, processati e condannati: il primo alla pena di morte, gli altri due, all'epoca dei fatti minorenni, all'ergastolo.
 
 
 
 
Il verdetto scatenò l'immediata reazione dell'opinione pubblica, che si scherò dalla parte dei tre adolescenti, sostenendo la totale mancanza di prove e la fragilità della tesi accusatoria. Venne aperto un sito web per la raccolta di fondi necessari alle ingenti spese legali e Joe Berlinger e Bruce Sinofsky girarono un documentario (Paradise Lost) per dimostrare l'innocenza dei tre di West Memphis. Nonostante ciò ogni ricorso e appello venne sempre, invariabilmente, respinto.
 
1996, Brooklyn. Lorrie Davies, un affermato architetto paesaggista, si reca al cinema a vedere Paradise Lost. Quando esce dalla sala, è talmente colpita dalla vicenda e convinta dell'innocenza dei tre, che decide di contattare Echols nel braccio della morte. Daniel e Lorrie iniziano a scriversi, e instaurano un rapporto epistolare che giorno dopo giorno si fa sempre più affettuoso e profondo, tanto che i due, nel 1999, si sposano in carcere. Lorrie ricomincia a sensibilizzare l'opinione pubblica al caso, fa il diavolo a quattro, scrive a chiunque, contatta personalità del mondo dello spettacolo. In breve tempo, riesce a coinvolgere il regista Peter Jackson ( che sovvenziona nuove indagini, supportate da esperti dell’FBI, investigatori privati, anatomopatologi e laboratori d’avanguardia), Henry Rollins (ex cantante dei Black Flag), Eddie Vedder (leader dei Pearl Jam), l'attrice Wynona Ryder e soprattutto Johnny Deep, che diventerà tanto amico di Echols da farsi tatuare sul braccio lo stesso tatuaggio del ragazzo.
Luglio 2007. Gli avvocati di Echols, grazie al contributo di migliaia di attivisti e delle celebrità coinvolte da Lorrie, presentano una memoria difensiva, nella quale compaiono nuove prove. In particolare, in base all'esame del dna, si evidenzia che il materiale genetico recuperato sulla scena del crimine non era attribuibile ai tre accusati.
Nel 2010, la Suprema Corte dell'Arkansas, ha ritenuto le prove decisive per la riapertura del processo, nel corso del quale, gli avvocati dei tre imputati hanno trovato un accordo con l'accusa, per arrivare all'immediata scarcerazione di Echols, Misskelley e Baldwin: i tre, pur professando la loro innocenza, hanno riconosciuto che le accuse a loro carico erano fondate e si sono dunque dichiarati colpevoli, rinunciando così alla possibilità di fare causa allo Stato per gli anni ingiustamente trascorsi in prigione.
 
 
 
 
 
 
Gennaio 2012. Al Sundance Film Festival, viene presentato un documentario, prodotto da Peter Jackson, dal titolo West Of Memphis. La pellicola racconta i 18 anni di battaglie legali e le indagini che lo stesso regista ha seguito, passo dopo passo, in prima persona. Non solo : il film riporta tre testimonianze che per la prima volta fanno luce sul nome del vero responsabile del barbaro crimine. Sarebbe Terry Hobbs, patrigno di uno dei bambini massacrati, già ai tempi indicato dalla moglie (testimonianza mai presa in considerazione dai giudici) come il probabile omicida.
 
Tre ragazzi innocenti, tre uomini che hanno passato in carcere quasi vent'anni di vita per un crimine mai commesso. Daniel, Jessie e Jason, nonostante le prove li scagionino completamente, restano agli occhi della legge come gli autori di uno dei delitti più efferati del secolo scorso. Per essere scarcerati hanno infatti dovuto firmare un accordo che escludesse la possibilità di far causa allo stato per l'ingiusta carcerazione patita, riconoscendosi colpevoli della morte di tre bambini.
Vent'anni di galera perchè ascoltavano musica rock, portavano i capelli lunghi e giravano con la maglietta dei Metallica.
Oggi, il mondo della musica, quella musica che, come racconta Echols, " fu usata contro di me ", cerca di restituire loro un futuro. Esce infatti in questi giorni West Of Memphis ( Voices For Justice), una raccolta di canzoni inedite e di cover, realizzata grazie all'impegno di Johnny Deep e Henry Rollins, che sono riusciti a coinvolgere artisti di fama mondiale, quali Bob Dylan e Patti Smith. Il ricavato delle vendite verrà utilizzato per continuare le indagini e assicurare il colpevole alla giustizia. Che anche l'unico modo che hanno i Tre di Memphis per riabilitarsi agli occhi della legge e ripulire dal fango la propria onorabilità.
Il progetto (meritevole a prescindere), regge i ripetuti ascolti, nonostante la disomogeneità della scaletta. Non c'è nulla di realmente imperdibile, eppure qualche canzone ci ha toccato il cuore : Eddie Vedder e il suo ukulele nella struggente Satellite, Lucinda Williams e la sua ruvida Joy, l'immenso Dylan in Ring Them Bells. Curiosa infine la cover di You're So Vain di Carly Simon riproposta da Marilyn Manson e splendido il finale lasciato alle note di Wing di Patti Smith : " Ero un'ala nel cielo blu, ed ero libera...". 
 
VOTO : 6,5
 
 
 
 Blackswan, lunedì 04/03/2013

15 commenti:

Enly ha detto...

Non sapevo di questa vergogna made in USA, ora lo so.... Dopo il caso Eclatante di Silvia Baraldini arrestata per attività sovversiva solo perchè comunista non mi stupisco più di niente di quello stato Molto ""DEMOCRATICO"".

Adesso sto dandomi al teatro tragico, dopo Sofocle ora sto leggendomi La figlia di Iorio di D'Annunzio cui ho fatto l'ultimo post, domani in biblioteca mi prendo Due bei libri di Hemingway. Ma non dedichi uno spazietto anche al cinema e alla letteratura?

Badit ha detto...

Allucinante ! Tanti anni fa avrei detto : un brutto trip

mr.Hyde ha detto...

Non conoscevo questo fatto agghiacciante che mi hatto stare male. Quando hai figli piccoli e senti queste cose tremi. Di paura e rabbia. Quello che è successo dopo a quei tre poveri ragazzi è un'altra efferatezza commessa stavolta da stolti, incapaci di giudicare..Non si può.Non si deve.

La firma cangiante ha detto...

Terribile purtroppo casi come questo non sono così unici.

Femmina Gaudente ha detto...

Siamo vittime delle nostre opinioni e spesso giudichiamo con la nostra morale. L'America non solo non fa differenza ma e' la massima espressione del grettopensiero.
Tristezza
FG

Irriverent Escapade ha detto...

Conoscevo (purtoppo) la vicenda dei tre bambini.
Non ero a conoscenza delle vicissitudini dei tre ragazzotti ingiustamente condannati.
Paese dalle mille contraddizioni, l'america (volutamente in minuscolo) terra del new deal, della grande frontiera. dei nativi nelle riserve zoo e della pena di morte....
Per casi come questo che, grazie ad una serie di coincidenze, vede una specie di fine positiva (se facciamo.finta di non ricordare ventanni, una vita, trascorsi ingiustamente in galera) ci sono centinaia di situazioni che passano nel tritatutto di una giustizia orba e sommaria.
Sai che sto meditando.di emigrare. Non so ancora verso dove. So per certo che non saranno gli states la mia meta.

Femmina Gaudente ha detto...

@Irriverent Escapade comprendo il tuo desiderio di andare oltre i confini geografici. Ma credo che il male sia endemico nel genere umano. Non più localizzabile in regioni e profili politici. Siamo noi umani ad essere stati contagiati da un insano virus. Che va contro la nostra salvaguardia sul pianeta. Siamo l'unico essere a non progredire per il benessere. Ci rendiamo le cose difficili da soli. E questo mi sembra vero in Italia, come in Germania, i SudAfrica, a Tokio... ovunque.
FG

Sandra M. ha detto...

Un racconto che incolla al video : io non conoscevo i fatti e tu narri in modo come sempre avvincente.
Un progetto da seguire. Mi pare il minimo nei confronti di chi ha subito ingiustizia talmente crudele e ancora vi è immerso.

Blackswan ha detto...

@ Enly : Se guardi alla sinistra della pagina, trovi le varie etichette, e noterai che parliamo anche di libri e cinema.

@ Badit : un trip pessimo,direi.

@ Mr Hyde : un fatto agghiacciante, che terrorizza con riguardo alla malvagità umana e alla cecità della giustizia.

@ Firma : no, putroppo sono molto più frequenti di quanto si possa pensare.

@ FG : credo che il problema sia più accentuato nell'america rurale e contadina, che vive ancora in una dimensione quasi ottocentesca.

@ Irriverent : Il mio consiglio te l'ho dato :Irlanda o Bretagna estrema. Freddo,birra e il mondo lontano mille miglia.

@ FG : in questo non posso che darti ragione. Certo, quando ti svegli al mattino e percepisci di vivere in Italia, devi essere proprio innamorato del tuo paese per continuare a viverci.

@ Sandra : Hai resuscitato il pc ? La storia mi ha appassionato, ho letto tutto quello che ho trovato e mi sono guardato molti video che si trovano su youtube. In più, ovviamente, mi sono comprato il cd per dare il mio piccolo contributo.

Ezzelino da Romano ha detto...

Storia pazzesca.
Però non mi è chiara una cosa.
I tre, pur professandosi innocenti, hanno riconosciuto la fondatezza delle accuse e quindi si sono dichiarati colpevoli?
Se, come credo, lo scopo dell'accordo era quello di prevenire una loro possibile richiesta di risarcimento, suppongo che la loro dichiarazione sia stata nel senso di dire che riconoscevano che "in base alle risultanze delle indagini all'epoca le autorità avevano agito diligentemente ecc ecc", ma non di dichiararsi colpevoli.
Va be', al di là delle menate tecniche, davvero allucinante.
Qui a casa nostra fece un'esperienza simile (per fortuna meno grave) Marco Dimitri, il leader della setta bolognese dei Bambini di Satana, in galera per 14 mesi per il presunto rapimento di un bambino e poi scarcerato perchè non era vero niente.
Il che però non gli ha impedito di uscire dal gabbio con l'epatite.
Bastardi.

Adriano Maini ha detto...

Una vicenda che mette in luce l'abnegazione di statutinensi colti e sensibili che sono nel loro paese una netta minoranza. Una vicenda da romanzo noir perché l'America si identifica storicamente in massima parte - dico purtroppo - nel clima di ostilità verso quei tre ragazzi innocenti.

Blackswan ha detto...

@ Ezzelino : ho voluto semplificare a uso e consumo di chi mastica poco il diritto.Ovviamente, hanno ammesso che alla luce dell'impianto probatorio a loro carico era impossibile non essere condannati.Il che equivale, nella sostanza, a dichiararsi colpevoli per poter essere liberati: la giustizia non ha fallito,anzi adesso è anche misericordiosa.

@ Adriano : sono le contraddizioni di un grande paese: da un lato un'america bigotta, dall'altro teste pensanti che si fanno attivisti e militanti per i diritti umani.

Irriverent Escapade ha detto...

@Black. Se ti ricordi io propendevo per un posto piú caldino ( ma non umido..).
Probabilmente mi orienteró verso l'Irlanda: birra rossa e Pogues a manetta...se sentiró un po' di nostalgia metteró sul piatto DvdS...ah ah ah

Irriverent Escapade ha detto...

@FG. La scelta del "dove emigrare" è una boutade nata da uno scambio di battute con Nick ( credo si sia capito dai controccomenti).
Apprezzo la tua sensibile osservazione, che condivido in toto. Credo nella potenzialitá delle menti "belle": quindi, non ti preoccupare, resto e resisto :-)

Ezzelino da Romano ha detto...

Immaginavo che tu l'avessi detto a quello scopo.
Ma conoscendo gli americani non potevo escludere che si fossero davvero inventati una roba tipo che uno si protesta innocente pur dichiarandosi colpevole...
Cmq hai detto bene: la giustizia che ti ruba vent'anni della tua vita e però poi ti fa uscire è pure misericordiosa.
Amara verità.