Dalle strade squallide di Jefferson Run ai superattici di Atlanta, Roman Carruthers ne ha fatta di strada. Oggi consulente finanziario, tiene a bada i capricci dei clienti e ne moltiplica prodigiosamente il denaro, frequenta rapper e modelle e se ne va in giro con la sua Porsche e un orologio da dodicimila dollari. Finché la telefonata della sorella Neveah intacca questo splendente equilibrio: il padre è in coma, vittima di un incidente d’auto che lascia più domande che risposte.
Jefferson Run (Virginia) è poco più di una cittadina dormitorio, che oltretutto ha visto tempi migliori. La crisi ha fatto chiudere negozi e fabbriche, una possibile riqualificazione passa per le mani di un sindaco corrotto, e le gang, una in particolare capitanata da due fratelli, Torrent e Tranquill Gilchrist, fanno il bello e cattivo tempo.
Lì, vivono da sempre i Carruthers, il cui capo famiglia gestisce con stolida dedizione il crematorio della città. Al suo fianco, la figlia Neveah, una donna determinata, che però ha rinunciato a farsi una vita propria per aiutare il genitore nella gestione dell’attività, e il figlio Dante, un ragazzo fragile e tormentato, che affoga il proprio dolore nell’alcol e nelle droghe.
Quando il padre rimane vittima di un grave, e sospetto, incidente automobilistico, Roman, il fratello maggiore, che si è costruito una vita agiata come consulente finanziario nella lontana Atlanta, è costretto a tornare a casa per dare conforto ai due fratelli più piccoli. Ciò che Roman non sa è che il padre giace in un letto d’ospedale a causa di una rappresaglia dei Gilchrist, il cui intento è minacciare Dante, coinvolto in un affare di droga andato male e debitore verso la gang di un mucchio di quattrini. Roman cerca di venire a patti con Torrent e Tranquil, non comprendendo, però, di trovarsi di fronte e due bestie assetate di sangue, ben poco inclini alla ragionevolezza. Così, per salvare Dante e sé stesso da morte certa, Roman si mette al servizio dei due malviventi allo scopo di ripianare il debito fraterno, venendo trascinato in una spirale di violenza, da cui sembra impossibile uscirne indenni.
Il Re Delle Ceneri è un noir a tinte fosche, congeniato alla perfezione da Cosby, abile, come di consueto, a tenere sulle spine il lettore, grazie al ritmo serrato, a una tensione crescente e ben calibrati colpi di scena. Tuttavia, la cifra stilistica dello scrittore americano, non è solo caratterizzata dalla bravura nel gestire i tempi del thriller, quanto semmai nell’utilizzare i tropi del genere per approfondire temi che vanno ben aldilà del puro intrattenimento.
La cornice della vicenda è Jefferson Run, un luogo che è la fotografia precisa delle periferie americane, luoghi depressi, in cui il declino economico divora la speranza, le opportunità esistono solo per pochissimi e il crimine organizzato, grazie anche all’assenza o alla collusione dello Stato, è incistato in un tessuto sociale che genera rabbia, smarrimento e violenza.
C’è di più, però. Al centro della narrazione c’è la famiglia, nello specifico quella dei Carruthers, segnata, tempo addietro, dalla scomparsa della madre in circostanze misteriose. Una tragedia che grava sulle spalle dei protagonisti come un insanabile senso di colpa, mortificando in modo esiziale le rispettive esistenze: Roman cerca la propria espiazione nel masochismo sessuale, Neveah nella totale dedizione al lavoro e in rapporti affettivi inconcludenti e Dante nell’oblio generato dalle droghe e dall’alcol.
Una famiglia legata da un vincolo di sangue fortissimo, che è al contempo dannazione e bisogno di salvezza, un legame fondato sulla protezione reciproca ma anche sul non detto e sulla menzogna, un legame che è una catena, una prigionia fine pena mai, un legame che verrà sciolto solo in un finale convulso che somiglia tanto a una tragedia shakespeariana.
Blackswan, venerdì 06/11/2026




