Figlio del New Jersey, amico di lunga data di Bruce Springsteen, leader dei Gaslight Anthem, con cui ha pubblicato sei album (l’ultimo History Books del 2023), Brian Fallon ha speso una carriera a rinverdire i fasti del rock americano, quello crudo, diretto, senza fronzoli, materia per blue collar o per chi, dalla musica, pretende semplicità e passione. Insomma, Brian Fallon ha trascorso quasi trent'anni a consolidare la sua reputazione come una delle grandi voci rock della classe lavoratrice. Dai Gaslight Anthem alla carriera solista, le sue canzoni sono sempre caratterizzate da un'intensità emotiva sincera e dalla grinta tipica di chi lotta per emergere. Come il suo mentore Bruce Springsteen, per intenderci.
Not Bad For New Jersey, il suo quinto album solista, è un condensato rock, composto da un mix equilibrato di brani più aggressivi e ballate, confezionato con un tocco radiofonico dal sapore eighties, che apre a inevitabili paragoni con la musica del Boss e quella di Bryan Adams, tanto per suggerire i riferimenti più ovvi.
Un disco molto distante dal precedente Local Honey (il successivo album del 2021, Night Divine, è una raccolta di inni sacri e canzoni natalizie reinterpretate), che era caratterizzato da un intimismo acustico e vulnerabile, Qui, la scelta del produttore, Butch Walker, propende per un suono più corposo, che trabocca di quell’energia famigliare tipica dei Gaslight Anthem e che rende la scaletta il capitolo più divertente e vitale della carriera solista di Fallon.
Il
cantante e chitarrista ci mette cuore, corpo e anima, tutti elementi
che confluiscono in undici canzoni che non cambieranno il corso degli
eventi, ma che hanno il merito di essere sincere e appassionate. La
presenza, poi, di nomi illustri quali Donovan Woods, Lori McKenna,
Brandon Flowers, Phil Collen e Marc Ribot, arricchisce di ulteriori
spezie un disco semplice e appetitoso come un piatto di stufato con le
patate.
La title track e "Better Before" aprono il disco con quell’impeto rock che ci si aspetta da chi il rock lo mastica con sapienza da tempo: energia a mille, chitarre in grande spolvero e ritornelli innodici, da cantare sotto il palco coi pugni alzati verso il cielo. Si spinge forte sull’acceleratore anche con "Somewhere You Shouldn’t Be", vigoroso esempio di arena rock, a cui contribuiscono un paio di assolo spettacolari di Phil Collen, chitarrista dei Def Leppard, e con l'energia di "Nobody Likes You In NYC" e "Big Sleep", due brani da ascoltare a tutto volume, mentre la macchina corre veloce verso l’orizzonte, in un impeto di libertà, i finestrini abbassati e il vento fra i capelli.
Non mancano, poi, le ballate, un registro che Fallon ha dimostrato in passato di saper maneggiare con equilibrato pathos; su tutte "Pearls", canzone d’amore con il cuore tenuto in mano, e "Love At The End Of The World", resa preziosa dalle armonie vocali intrecciate con l’amico Brandon Flowers.
Chiude il ringhio blues rock dell’oscura "Wolf By The River", scartavetrata dalla chitarra dell’immenso Marc Ribot, che piazza nel mezzo un assolo da brividi.
Not Bad For New Jersey, pur nella sua coerenza espressiva, propone una notevole varietà musicale e l'alternanza di stili valorizza l'atmosfera che ogni brano cerca di trasmettere. Nel complesso, si tratta di un ottimo lavoro da parte di Brian Fallon: l'artista conferma la grande sincerità dei suoi testi e delle emozioni che vi sono racchiuse, sfruttando al meglio il talento dei musicisti ospiti per comunicarle efficacemente. Il risultato è pienamente raggiunto, e se cercate quella veracità che avete trovato nei dischi di Springsteen (il termine di paragone più immediato), questo disco girerà spesso e volentieri sul vostro stereo di casa.
Voto: 7,5
Genere: Rock
Blackswan, venerdì 16/10/2026




