Per un ex galeotto, una coppia di poliziotti davanti alla porta di casa non può che significare guai. E quando Ike Randolph viene a sapere che suo figlio Isiah è stato ucciso a sangue freddo insieme al marito Derek, lasciando orfana una bimba piccola, il passato che pensava di essersi messo alle spalle gli crolla addosso. Al dolore si aggiunge la vergogna di non aver mai saputo accettare l’omosessualità del figlio. La stessa vergogna che prova Buddy Lee Jenkins, il padre di Derek, anche lui con un curriculum da delinquente di tutto rispetto. Oltre all’esperienza della prigione, i due uomini hanno poco da spartire: il primo è nero e dopo aver pagato il suo debito con la giustizia ha messo la testa a posto; il secondo è bianco, ha qualche problema con l’alcol e, a volte, con i neri. Buddy Lee e Ike si conosceranno al funerale, e nel giro di poco capiranno di dover fare un’ultima cosa insieme: mettere da parte il colore della pelle e rispolverare i ferri del mestiere per trovare i killer dei loro ragazzi e provare a redimersi, se possibile, dai propri errori. Non sanno che quest’impresa scoperchierà un vaso di Pandora pieno di odio e segreti.
Ike è nero, ha un passato turbolento e parecchi anni di prigione sulle spalle, anche se ormai ha messo la testa a posto, ha aperto un’impresa di giardinaggio e vive in una bella casa insieme alla moglie Myia. Buddy Lee, invece, è bianco, anche lui è stato associato alle patrie galere, ma adesso che è fuori non è riuscito a rimettere insieme il puzzle della propria esistenza: vive in una roulotte, è separato dalla bella moglie, che ha sposato un uomo facoltoso, campa di espedienti ed ha un serio problema con l’alcol e una salute cagionevole.
Il carcere non è l’unica cosa che accomuna i due uomini: sono entrambi padri di due figli gay, che si sono innamorati e sposati. E sono tutti e due profondamente omofobi, tanto da aver interrotto ogni rapporto con i loro ragazzi.
Quando arriva la notizia che Isiah e Derek sono stati brutalmente assassinati davanti a un locale, Ike e Buddy Lee appianano le iniziali divergenze e iniziano a indagare su quello che per la polizia è un caso senza speranze. Ciò che scopriranno li metterà in serio pericolo, scatenando l’ira di un gruppo di motociclisti suprematisti, manovrati, però, da un insospettabile burattinaio.
Legittima Vendetta è un poliziesco vecchio stampo, che conquista per i colpi di scena e il ritmo sostenuto, risucchiando il lettore fino a un vibrante e inaspettato finale, che avrà il potere di suscitare nel lettore più di una lacrimuccia.
Tuttavia, sarebbe riduttivo parlare di questo romanzo come di un semplice thriller. S. A. Cosby è uno scrittore sopraffino, la sua prosa è scorrevole, affilata, asciutta, evita ogni retorica, nonostante gli argomenti trattati, scegliendo invece la strada del realismo e della crudezza.
Legittima Vendetta è, soprattutto, la fotografia in bianco e nero dell’America di Trump, in cui omofobia e razzismo innervano una società in cui diseguaglianza sociale, armi e violenza sono all’ordine del giorno.
Non solo. Cosby porta per mano i due protagonisti in un percorso di consapevolezza che fa da contraltare al loro feroce desiderio di vendetta. Se da un lato, infatti, la caccia agli assassini è spietata, al punto da riportare in vita il sopito passato delinquenziale dei due padri, dall’altro, Ike e Buddy Lee scoprono, attraverso la loro forzata collaborazione, l’insensatezza del reciproco razzismo e, soprattutto, il male che hanno causato ai loro figli a causa di una testarda e ingiustificata omofobia. La riflessione sociale, quindi, si affianca, senza appesantirlo, allo sviluppo concitato di una storia avvincente, che conferma S.A. Cosby come uno dei migliori scrittori crime oggi in circolazione.
Thriller dell’anno per il Washington Post nel 2021.
Blackswan, venerdì 18/09/2026




