New York, anni Duemila. Jax è la direttrice della famosa etichetta Titan Records, che gestisce in maniera inflessibile e competitiva, sempre alla caccia di nuovi cantanti da mettere sotto contratto. Finora la Titan ha potuto contare sul successo di Tommy Mays e la sua band, ma le mode musicali cambiano in fretta e bisogna essere pronti a intercettare i gusti del pubblico. Lo sa bene Theo, il talent scout che ha appena scommesso su un nuovo gruppo, i Burn, a cui ha chiesto di aprire gli ultimi concerti di Tommy Mays. Ma il cammino verso la fama è un continuo saliscendi, e Jax dubita che i Burn abbiano le carte in regola per farcela. Lei punta tutto, invece, sulla giovane, bella e talentuosa Lenore Lamont, che sembra immune da dubbi e paure. Finché il peso delle aspettative e una delusione d’amore risvegliano le fragilità della ragazza, proprio alla vigilia della sua occasione per conquistare il grande pubblico. "Le canzoni di New York" alterna le voci di protagonisti e comprimari sullo sfondo della città dei sogni, e ci rivela il lato nascosto dell’industria musicale, tra slanci, debolezze, compromessi, e i colpi di scena che, in un istante, possono trasformare un fallimento in una leggenda. Con il suo sguardo carico di umanità, Liz Moore ci riporta a quell’attimo inebriante in cui le luci si abbassano, cala il silenzio ed è tempo di esibirsi sul palcoscenico della propria vita.
E’ stato l’ultimo a essere pubblicato in Italia in ordine di tempo, ma Le Canzoni di New York è in realtà il primo romanzo di Liz Moore, che vide la luce negli Stati Uniti nel 2007 con il titolo, di gran lunga più bello, di The Worlds Of Every Song.
L’autrice de Il Peso, poetica storia di solitudini che trovano salvezza, de I Cieli Di Philadelphia, poliziesco sui generis, trasformato poi in serie tv (Long Bright River, dal titolo originale) e del best seller Il Dio Dei Boschi, una saga familiare declinata come un thriller (dell’anima), prima di avere successo come romanziera, tentò senza grande fortuna la carriera di musicista, pubblicando un disco, Backyards, tra l’altro molto bello, che potete ascoltare su Spotify.
Le Canzoni di New York trae spunto da quella esperienza, avendo come fulcro della narrazione la casa discografica Titan, una major intorno alla quale ruotano numerosi personaggi, fotografati, nel 2004 (unico riferimento temporale è la morte di Ronald Reagan) in una New York febbrile e muta testimone della storia.
Non siamo però di fronte a un romanzo che parla solo di musica, per quanto le quasi trecento pagine siano zeppe di riferimenti che faranno la gioia degli appassionati. In realtà, la Titan è il centro catalizzante da cui si sviluppa una ragnatela personaggi, in qualche modo legati all’etichetta, ma ognuno con una propria storia alle spalle. Storie di perdite, di lutti, di dolore, di amori impossibili, di amori collassati, di amori fugaci o amori eterni, di speranze, di aspirazioni, di fragilità e debolezze insanabili.
La Moore crea, con sopraffina abilità narrativa, un intreccio di vite che suonano come una sinfonia cacofonica di strumenti mal accordati, il cui suono, alla fine, per quanto sgraziato o fuori tempo, riesce a creare una musica che ha che fare più con l’anima che con le note.
Ciò che colpisce maggiormente è la straordinario approfondimento psicologico di un pugno di personaggi, musicisti o aspiranti tali, produttori, critici musicali (a cui davvero non risparmia nulla) e fan, la cui umanità, spesso crogiolo di contraddizioni, è tratteggiata con il consueto stile asciutto, capace di elevarsi a pura poesia con poche, semplici parole.
Il finale del romanzo è un appassionato omaggio a tutti coloro che amano la musica, a quelli che conoscono il potere lenitivo di una canzone, e sanno che, giorno dopo giorno, è un fiorire di note a rendere più bella la vita.
Blackswan, venerdì 10/07/2026




