Bella e talentuosa, Taylor Momsen ha solo trentatre anni, ma ha già alle spalle una carriera artistica da veterana. Ha iniziato fin da bambina con il cinema, interpretando film cult come Il Grinch di Ron Howard e lo splendido Paranoid Park di Gus Van Sant, e ha proseguito sulle passarelle, diventando, ancora minorenne un’apprezzata modella e testimonial pubblicitaria.
La
sua passione, quella vera, però, è sempre stata la musica, un pungolo
così forte, da farle abbandonare tutto per prestare la sua estensione da
mezzosoprano ai Pretty Reckless, band di rock alternativo, da lei
stessa fondata nel 2009. Il gruppo si è rapidamente affermato grazie a
un'identità distintiva, costruita su una scrittura potente, atmosfere
cupe e l'inconfondibile voce della Momsen. Al fianco del chitarrista Ben
Phillips, suo partner creativo sin dagli esordi, la Momsen guida una
formazione rimasta identica dal 2010. Insieme al bassista Mark Damon e
al batterista Jamie Perkins, il quartetto ha fatto parlare di sé fin dal
debutto con l’ottimo Light Me Up.
Da allora, i The Pretty Reckless hanno pubblicato quattro album di successo e, dopo l'acclamato Death By Rock And Roll del 2021, tornano ora con Dear God.
L'album si apre con "Life Evermore Pt. 2", un brano che funge sia da introduzione che da canzone a sé stante. Il motivo ricorrente di "Life Evermore" riappare altre due volte nel corso del disco: la "Pt. 3" e la conclusiva "Pt. 1" offrono una cornice concettuale a un album ricco di energia ed emozione.
Il singolo di lancio, "For I Am Death" detta subito il mood della scaletta. Cupo e aggressivo, il brano esplode di energia grezza, mentre la voce roca della Momsen scartavetra un ritornello eccezionale. Lo slancio prosegue con "When I Wake Up", un inno rock ribelle che schiaccia il piede sull’acceleratore verso un refrain immediato, mentre la Momsen dà lezioni di grinta e sensualità con un’interpretazione stellare.
"Love
Me" recupera antiche scorie grunge e si presenta come un disperato
grido d’attenzione, con un’urgenza emotiva che pervade l’intero
ritornello. Un senso di cupa malinconia attraversa il brano e permane
nella title track dell’album. "Dear God" si apre con una voce inquieta e
chitarre martellanti, creando una potente atmosfera alternative rock
intrisa di disperazione, struggimento e vulnerabilità, con vista su
livide atmosfere sabbathiane. L’interpretazione della Momsen e
l’accompagnamento strumentale della band si fondono alla perfezione,
rendendo il brano il fulcro ideale dell’album.
"About You" è un altro inno rock che pesca per ispirazione agli anni ’80 e celebra la gioia pura di suonare. Carico di energia, trasmette una vera e propria scarica di adrenalina. Un momento più raccolto giunge con "Rollercoaster of Life", un brano intenso e ritmato che offre una profonda carica emotiva e richiama alla mente certe cose dei Red Hot Chili Peppers, a cui fa seguito "Eye of the Storm", che crea un'atmosfera più melodica: mentre il caos infuria tutt'intorno, la canzone incarna la quiete serena che si trova al centro della tempesta. Per molti versi, rappresenta il rifugio emotivo dell'album, circondato da brani rock esplosivi e carichi di energia inarrestabile
"Devil in Disguise (Michelle’s Song)" si propone come una ballata acustica ricca di profondità e sincerità, prima che l'album si avvii alla conclusione con "Dark Days", che, come suggerisce il titolo, regala uno dei momenti più malinconici e riflessivi dell'intero disco, ammiccando a sonorità nineties.
Dear God si concentra con sapienza attraverso l’intero spettro della musica rock contemporanea, bilanciando sfoghi ribelli con emozioni profonde e un’oscurità malinconica. Ennesimo tassello in una discografia inappuntabile di una band che sembra essere sempre più in palla.
Voto: 7,5
Genere: Rock, Hard Rock
Blackswan, lunedì 07/08/2026




