Presentato al
Sundance Film Festival del 2012, Searching For Sugar Man è un docu-film che
racconta la strana storia di Sixto Rodriguez. Sesto figlio di una famiglia di
emigrati messicani, Rodriguez nasce a Detroit nel 1942, dove fin da piccolo
comincia a dedicarsi alla musica. Dopo aver pubblicato nel 1967, per una
piccola etichetta locale, la Impact, il singolo I'll Slip Away sotto
lo pseudonimo di Rod Riguez, Sitxo firma un contratto per la Sussex Records, con
la quale pubblica, agli inizi degli anni '70, due 33 giri ( Cold Fact del 1970 e
Coming From Reality del 1971 ). I dischi hanno uno scarsissimo riscontro
commerciale e Rodriguez non riesce ad emergere dal sottobosco
alternative, restando, quel che si dice, un autore di culto. Forse un
pò troppo, visto che la Sussex rescinde il contratto e lo licenzia in tronco
dopo il flop del secondo album. Rodriguez, allora, molla l'attività
artistica, si trova un lavoro, coltiva i propri studi di filosofia e tenta
anche, ma senza successo, la carriera politica. Senonchè, a metà degli anni '70,
per quegli strani casi della vita che è impossibile spiegare, i suoi dischi
cominciano a vendere, e bene, in Botswana, Zimbabwe, Nuova Zelanda, Australia e
soprattutto Sud Africa. Proprio nella terra dell'apartheid, Rodriguez diviene
una stella di prima grandezza, vende più dei Beatles e dei Rolling Stones, e le
sue canzoni, molte delle quali connotate da testi sociali e politici, danno voce
alla società sudafricana, bianca e antirazzista.
Searching For Sugar Man è la colonna sonora dell'omonimo documentario che racconta la vita del cantautore di origini ispaniche e comprende il meglio dei suoi primi due dischi ( in seguito ne sono stati pubblicati altri, ma solo live o compilations ). La musica di Rodriguez si ispira chiaramente a Dylan, anche se la bellezza inusuale e vagamente psichedelica degli arrangiamenti, fa tornare in mente il primo Tim Buckley. Una bella voce possente (il timbro di Sixto ricorda in versione strong quello di James Taylor) e un pugno di melodie azzeccatissime ( Sugar Man, I Wonder, Inner City Blues, I Think Of You e Street Boy sono piccole, imperdibili gemme ), fanno di questo album il miglior modo per scoprire (o riscoprire) uno degli autori più sottovalutati della storia della musica statunitense. Almeno, fino a quando (e se mai succederà), Searching For Sugar Man non verrà proiettato nelle sale cinematografiche italiane.
VOTO :
7,5
Blackswan, giovedì 06/12/2012






