Ieri a Roma era in programma l'incontro di calcio tra la Lazio e i londinesi del Tottenham Hotspurs, valida per la qualificazione ai sedicesimi di finale della Europa League.
Nel pomeriggio, un gruppo di tifosi inglesi è seduto ai tavolini di un pub in Zona Campo dei Fiori, sbevazzano, fanno un po' di casino, niente di che, quando all'improvviso fanno irruzione nel pub venti persone, con caschi e passamontagna in testa, che devastano tutto il locale e pestano i tifosi inglesi al grido di "Ebrei di merda, vi ammazziamo tutti".
Il Tottenham ha la sua sede ed il suo stadio accanto al quartiere ebraico di Londra, annovera da sempre tra i suoi tifosi molti ebrei, il suo tifo organizzato si chiama Yid Army (l'esercito ebreo) e allo stadio sventolano sempre molte bandiere con la stella di David, peraltro portate anche da non ebrei perchè considerate una sorta di secondo simbolo del club.
Dopo l'assalto, i picchiatori si danno a quella che appare come una precipitosa fuga e gli inglesi, inferociti per le legnate appena prese e pure parecchio bevuti, corrono al loro inseguimento.
Cascano così nella più classica delle imboscate, perchè in fondo ad una viuzza li attendono non solo gli pseudofuggitivi, ma anche altri venti loro compari (totale quaranta circa) che li rimenano e li feriscono con spranghe e coltelli.
Bilancio: undici feriti, uno grave perchè una coltellata gli ha reciso l'arteria femorale e lui ha perso due litri di sangue.
Sorvolo sulla presenza, in loco, di una sola auto dei Vigili, che parrebbe essersi addirittura allontanata.
Sorvolo sulla splendida latitanza della Polizia, così solerte a far volare bastonate in altri frangenti.
Sorvolo anche sul fatto che tra gli aggressori pare fossero presenti non solo ultras laziali, da sempre schierati all'estrema destra, ma anche i loro omologhi romanisti, ormai di destra anche loro ma un tempo a sinistra.
I coglioni e i delinquenti non hanno altra bandiera se non quella della loro delinquenza e coglioneria.
Il punto che mi sgomenta è un altro.
Dalle indagini, dalle intercettazioni telefoniche e dal lavoro fatto dalla Procura sugli sms che questi cessi si sono scambiati per organizzare l'agguato, pare emergere che vi abbiano partecipato anche ragazzi attivi nei centri sociali di sinistra.
Spero non sia vero, ma se lo è, e temo che lo sia, si tratterebbe di un fatto gravissimo.
Intendiamoci, le infiltrazioni esistono da sempre
Ancora oggi non mi spiego, o meglio me lo spiego benissimo, come mai al G8 di Genova gli unici manifestanti a non essere pestati nè catturati fossero i Black Block, persino quando transitavano a dieci metri da Polizia e Carabinieri.Ma quello che è successo ieri a Roma è qualcosa che va oltre l'infiltrazione, è la commistione tra persone, storie e culture che almeno su certi temi non dovrebbero neppure avvicinarsi.
Se può accadere che un fascista telefoni ad un comunista e lo convinca a raggiungerlo a Campo dei Fiori perchè ci sono degli ebrei da pestare, è la fine di tutto.
I tifosi del Tottenham vengono accolti negli stadi inglesi ed europei con slogan da brividi.
Urlano loro che finiranno di nuovo nei forni, gli fanno il verso SSSSSSSS.....per imitare le camere a gas, cose così.
Che posizioni politiche esasperate, a destra come a sinistra, finiscano per stringere legami inconfessabili con la delinquenza comune, lo sappiamo dagli anni 60.
Che a quel punto ci possano essere anche commistioni criminose tra soggetti schierati su fronti politici diversi, è parimenti noto.
E dunque, se penso che bande miste di brigatisti rossi e neri, rinforzate da criminali comuni, possano avere in passato rapinato banche ed armerie, più di tanto non mi sorprendo.
Ma se un fascio chiama un compagno e gli dice andiamo a menare gli ebrei, mi aspetto che il compagno non solo risponda di no, ma vada a dare manforte agli aggrediti.
Ma evidentemente mi sbaglio, o per lo meno la regola che credevo scontata non lo è, non per tutti, almeno.
In ogni caso sono triste, e nauseato.
Ora e sempre resistenza.







