lunedì 18 marzo 2013

ALMOST FAMOUS : MARCO SBARBATI




Marco Sbarbati, nasce aTreia, Macerata, il 20 Dicembre 1985 e inizia l’attività di cantante/musicista nel 2005 con i "The Shabbies", gruppo musicale la cui esperienza si è conclusa nel 2008. Nel 2007 si classifica terzo al concorso Una voce per l’Estate tenutosi a Sanremo e nel 2008 si trasferisce a Bologna per iscriversi al corso di laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo, consolidando la sua esperienza musicale come solista.Nel 2009 partecipa, con la cantante folk americana Spring Groove, ad un tour musicale in California, esibendosi nelle seguenti città: Venice Beach, San Diego, San Luis Obisbo, Ventura, San Francisco.Nel 2011, mentre si esibisce in Piazza Maggiore a Bologna, viene "scoperto" da Lucio Dalla che, colpito dalle sue qualità di cantautore, decide di inserire I Don’t Wanna Start  nella colonna sonora che sta preparando per il film Ameriqua, scritto e interpretato da Bobby Kennedy III (con Giancarlo Giannini, Alec Baldwin, Alessandra Mastronardi), in uscita a breve nelle sale cinematografiche italiane . Nello stesso anno prende parte ad un tour musicale in Germania, con Erhard Dengl e Spring Groove, esibendosi nelle città di Berlino, Francoforte e Gelnhausen e successivamente partecipa al festival musicale Utcazene Fesztival nella città di Veszprem, in Ungheria ed al Ferrara Buskers Festival.Nel 2011 vince il concorso musicale Inedited World Music Festival, presso il Parco Oltremare di Riccione. Dopo un tour musicale in Germania, Marco viene invitato da Bluey (al secolo Jean-Paul Maunick), leader degli Incognito, nei suoi studi di Londra per registrare alcune canzoni e, grazie a questo incontro, l’anno seguente si esibisce come special guest nel concerto della band a Rimini. Dal 2012, sotto la produzione di Marco Gualtieri, sta lavorando all’album d’esordio, che prevede sue composizioni in inglese e in italiano. Viene invitato da Alberto Tonti e Enzo Gentile ad esibirsi a Bologna, Milano e Roma alla presentazione del Dizionario del Pop e del Rock. 







Marco Sbarbati: se fossi in voi mi segnerei questo nome, perchè ho come l'impressione, anzi, direi la certezza, che a breve diventerà famoso. Certo, il fatto che sia bravo, anzi bravissimo, non comporta in automatico il successo che meriterebbe. Il mondo dello show businness, si sa, spesso imbocca strade che hanno più a che fare con logiche commerciali piuttosto che con la creatività. Eppure io confido sempre che il Dio della musica, che dall'alto dei cieli vede e provvede, abbia a cuore gli artisti di talento e sappia adeguatamente stimolare le orecchie degli ascoltatori di buona volontà. E questo ragazzo, ve lo assicuro, merita tutta l'attenzione che possiamo concedergli. Sabato sera, all'Orablùbar, durante l'incontro con il critico Alberto Tonti (vera e propria enciclopedia vivente del pop-rock), ho avuto modo di conoscerlo personalmente e di assistere alla sua performance live. Per quanto possa definirmi un ascoltatore abbastanza "scafato", Sbarbati è riuscito a stupirmi e a toccare le corde più profonde del mio sentire musicale, tanto che, lo dico senza remore, alla fine di ogni brano avevo il groppo alla gola dall'emozione. E' stato amore fin dal primo ascolto, insomma. Non solo perchè Marco è un ragazzo gentile e ti parla con un garbo dal sapore antico che lo rende amabilissimo, ma soprattutto perchè possiede, oltre alle indubbie capacità tecniche, quella che è l'unica vera qualità che fa la differenza quando si scrivono canzoni : la sincerità. 
Le poche e fredde note biografiche inserite a inizio post non possono ovviamente dare la misura del talento di Sbarbati, così come è indubbio che anche le mie parole in libertà non rendano giustizia alla sua caratura artistica. Meglio, allora, lasciar parlare la musica (nello specifico la cover di Halleluja di Leonard Cohen) e godere delle suggestive attitudini canore di Marco che, nonostante l'estensione importante, modula la propria voce con disarmente naturalezza. Sono certo che gli ascoltatori più attenti ritroveranno in lui quell'intimismo e quell'introspezione romantica che ci hanno fatto amare le canzoni di Jeff Buckley e Damien Rice. Un felice sorpresa e una bella, bellissima speranza.





 Blackswan, lunedì 18/03/2013

11 commenti:

gioia ha detto...

Ma che voce!!
Stasera, mi serviva questa carezza.

Badit ha detto...

Gran bella voce.D'accordissimo sulla sincerità in tutti i campi..

Elle ha detto...

Oddio, dopo quasi un'ora sono riuscita a sentirlo, bellissima interpretazione, sembra che la voce scenda dall'alto!
Per il controfestival 2014 so già chi proporre..

Femmina Gaudente ha detto...

Very good!!!!
FG

Galadriel ha detto...

Ecco, anche se non capisco l'inglese, questa voce mi è arrivata al cuore. Auguro a questo artista di fare la carriera che merita...e speriamo che con incontri sciacalli!
Un abbraccio caro Black...bravo come sempre. Un abbraccio.

Blackswan ha detto...

@ Gioia : lieto della suggestione :)

@ Badit : la voce è davvero meravigliosa. Dal vivo, ti assicuro, rende anche di più.

@ Elle : ammazza se sei avanti ! :)

@ FG : Denghiù ! :)

@ Galadriel : un abbraccio a te, carissima :)

Adriano Maini ha detto...

Gran bella voce! E che per una volta lo show business veda giusto!

metiu (scappato di casa) ha detto...

concordo con elle là di sopra: per il prossimo controfestival ho già un jolly in tasca.
ciao black :)

Anonimo ha detto...

wow!!! che artista!!! emoziona davvero! anzi di più. complimenti per la segnalazione e per l'articolo.

Marco Sbarbati ha detto...

Sono senza parole Blackswan, ti ringrazio per il bellissimo post :-)

marco sbarbati

Anonimo ha detto...

Eccellente post, seguo Marco da un po' di tempo, sono arrivato a lui seguendo in rete le orme virtuali della deliziosa Spring Groove, incontrata, conosciuta ed apprezzata al Ferrara Buskers Festival.
Il ragazzo ha un enorme talento, una voce splendida, garbo e delicatezza d'altri tempi e l'umiltà di sporcarsi le scarpe e suonare per strada ed è lì che nasce la vera musica.
In bocca al lupo di cuore.
Roberto da Modena