lunedì 17 settembre 2018

ANA POPOVIC - LIKE IT ON TOP (ArtisteXclusive Records, 2018)


Dopo vent’anni di carriera, Ana Popovic può guardarsi alle spalle e dirsi soddisfatta. Dai lontani esordi con la band degli Hush, la cantante e chitarrista serba ha vissuto una costante e continua crescita, iniziata con una dura gavetta e uno studio “matto e disperatissimo” sullo strumento, che l’hanno condotta poi a condividere il palco con stelle di prima grandezza (Salomon Burke su tutti) e a rastrellare premi e nomination che le hanno garantito meritata fama e visibilità mediatica.
Che fosse divenuta una delle più accreditate interpreti al femminile del genere rock-blues si era definitivamente chiarito con la pubblicazione, nel 2016, di Trilogy, triplo cd, che conteneva la summa del suo sapere musicale.  Una sorta di zibaldone artistico, dunque, diviso in tre parti, ciascuna delle quali creata ad hoc per suonare magnificamente in un diverso momento della giornata (morning, mid-day, night) e che testimoniava del talento poliedrico della chitarrista, meravigliosamente a proprio agio sia nelle parti vocali sia quando metteva mano alla chitarra, una sei corde capace di ricami artigianali ma anche di sferzanti riff in chiave rock blues.
Un’opera ambiziosa, monumentale e versatile, che ha proiettato la bella quarantaduenne in cima a una montagna scalata con determinazione e fatica. E’ questo il senso e il contenuto del nuovo Like It On Top, un disco che celebra tutte le donne che hanno superato avversità e ostacoli per raggiungere i vertici di una professione e che ora possono guardare il mondo dall’alto in basso (la copertina dell’album in tal senso è assai esplicita).
Un lavoro, dunque, dedicato al presunto “sesso debole” che ce l’ha fatta, a quelle ragazze che prendono iniziativa, sviluppano, ispirano e motivano le altre, ma anche a quegli uomini che sono motivati ??e illuminati abbastanza da supportare le donne nella ricerca della migliore versione di se stesse. Non a caso, il primo singolo, la title track Like It On Top, sottolinea che dietro ogni donna forte e di successo c'è un uomo che comprende l'importanza di avere donne come leader nella società, mentre il brano finale, la dolce Honey I'm Home dà voce a un numero sempre crescente di famiglie, in cui gli uomini abbandonano la propria carriera per sostenere la carriera della propria compagna. “Spero che la mia musica -  dice infatti Ana - ispiri gli altri a motivare le donne di tutto il mondo a essere donne di successo, energiche e determinate a perseguire i propri obiettivi in una missione e a motivare gli uomini a dare loro questa possibilità”. 
Il disco, registrato a Nashville e prodotto dal quattro volte vincitore di un Grammy, Keb’ Mo’ (anche coautore di nove delle dieci canzoni in scaletta), vede la partecipazione di Kenny Wayne Sheperd (sua l’unica cover, Sexy Tonight, in cui si esibisce in gran bel solo) e di Robben Ford (chitarrista nella title track e in Slow Dance), ma nonostante lo sfoggio di mezzi e le ospitate di lusso, Like It On Top, suona come un esercizio di stile o poco più.
Non si discute certo la bravura di Ana, dotata di mezzi e duttilità sia quando si cimenta alla voce che alla chitarra, e il disco, sarebbe folle il contrario, è suonato benissimo ed è ottimamente arrangiato. Ma queste dieci canzoni, a trazione prevalentemente funky, suonano troppo patinate e compassate, per trasmettere vera emozione. Non c’è una sbavatura, insomma, ma se il calderone di Trilogy ribolliva di sentimento e di passione, questa nuova fatica suona invece come l’opera del fuoriclasse che, consapevole della sua autorevole dimensione, non ha più nulla da chiedere da se stesso. Perché il top, la cima, spesso è sinonimo di pancia piena e viatico per l’imborghesimento.

VOTO: 6





Blackswan, lunedì 17/09/2018

2 commenti:

Lucien ha detto...

Incredibile! L'avevo persa di vista. Pensa che la vidi dal vivo esattamente 10 anni fa a Bertinoro (concerto strepitoso) e scrissi uno dei primissimi post agli albori della teiera.

primadopo.blogspot.com/2008/07/ana-popovic-in-concerto-il-2707.html

Beh, anche se la recensione non sprizza entusiasmo, lo ascolto di sicuro!

Blackswan ha detto...

@Lucien: Lei è bravissima, ma questo disco è un pò troppo patinato per i miei gusti. Gli album precedenti, invece, sono davvero molto belli.