domenica 26 aprile 2020

THE SLEEP EAZYS - EASY TO BUY, HARD TO SELL (Mascot Label Group, 2020)

Dai, dite la verità: eravate preoccupati che Joe Bonamassa non avesse ancora pubblicato un disco nel 2020, lui, che solitamente, ne sforna con regolarità tre o quattro all'anno. E invece, proprio quando cominciavamo a temere un blocco creativo, ecco che il chitarrista di Utica ricompare con una band dal nome strambo e un progetto musicale nuovo di pacca.
Niente a che vedere con quanto pubblicato finora, anche se qualche affinità con i Rock Candy Funk Party volendo si può anche trovare: Easy To Buy, Hard To Sell si tiene lontano da territori rock blues e fusion a cui eravamo abituati, e si distanzia ancor di più dalle sonorità hard rock dei Black Country Communion.
Il disco, infatti, è interamente strumentale e nasce come un omaggio Danny Gatton, che è stato il mentore di Bonamassa e un chitarrista che molti considerano tra i migliori e, nonostante ciò, tra i più sottovalutati al mondo. Gatton aveva solo quarantanove anni quando, nel 1994, si suicidò, proprio nel momento in cui la sua musica stava iniziando a essere conosciuta da un pubblico più vasto, ed è fuor di dubbio che molta della sua arte sia stata assorbita dal giovane Bonamassa.
Come Gatton, che frequentava generi diversi, quali jazz, country, surf, rockabilly e, ovviamente, blues, anche Bonamassa non si è mai posto limiti, e ha esplorato svariati territori, militando nei citati Black Country Communion, lavorando con la cantante soul Beth Hart e rilasciando svariati dischi solisti sempre in bilico fra rock e blues. Evidentemente, l'esuberanza creativa di Bonamassa l'ha portato a fare un ulteriore passo di lato, a smarcarsi dalla sua storia, per provare a rendere omaggio al suo maestro con un disco che suona decisamente differente.
Per riuscire nell'intento, ha creato gli Sleep Eazys, band composta principalmente da vecchi compagni d'avventura, come il batterista Anton Fig, l'ex tastierista dei Double Trouble Reese Wynans e il bassista Michael Rhodes. Le nove canzoni in scaletta (per una durata di circa trentacinque minuti) sono tutte cover, la maggior parte delle quali sconosciute ai più.
Bonamassa e i suoi Sleep Eazys partono a mille con lo swing assassino dell'iniziale Fun House, proprio a firma Danny Gatton, si immergono negli anni '60 con il tema di James Bond Al Servizio di Sua Maestà (Bond) e con la sigla di Hawaiian Eye, serie Tv statunitense, qui riletta con piglio quasi surf garage, cavalcano gagliardi rock'n'roll con una cover tiratissima di Polk Salad Annie di Tony Joe White (il brano più noto in scaletta) e guardano in faccia a un mostro sacro come Frank Sinatra con la languida ballata conclusiva It Was A Very Good Year.
Bonamassa si prende i suoi spazi senza però prevaricare sulla band, e il lavoro di squadra prevale sull'indubbia tecnica di tuti i protagonisti. Il risultato finale è un disco che condensa vibrante energia e un palpabile e diffuso senso di leggero divertissement. Bravo Joe!

VOTO: 7





Blackswan, domenica 26/04/2020


 

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