lunedì 21 novembre 2011

NIRVANA- LIVE AT THE PARAMOUNT

7 Novembre 1991.A Mezzago, piccolo centro della Brianza alle porte di Monza c’è un locale ( attivissimo anche oggi ) chiamato Bloom.E’ piccolo, troppo piccolo per contenere la folla che si appresta a vivere un evento che cambierà la storia:il primo concerto italiano dei Nirvana.A quel memorabile live act assisteranno 600 persone. Altre mille, tra cui il sottoscritto, resteranno fuori, con le lacrime agli occhi e la bava alla bocca.Un po’ come stare in panchina durante la finale di Champions e non giocare nemmeno un minuto. Due mesi prima è uscito Nevermind e se uno capisce appena appena di musica, lo sente a pelle che quel disco, quelle canzoni, quei tre scalcinati ragazzi sono destinati a cambiare per sempre il corso della storia del rock. Ma non c’è verso d’entrare, di penetrare la calca assurda dei rockettari questuanti.Si sta fuori, in panchina. Fortunatamente, a parziale compensazione della cocente delusione vissuta da tutti coloro che non poterono assistere al concerto, è uscito in questi giorni un Dvd dal titolo “ Nirvana, Live At The Paramount “, registrato a Seattle il 31 ottobre del 1991 ( la notte di Halloween ), quindi solo due settimane prima del live act italiano.Vorrei parlarvene con un briciolo di posato distacco, ma giuro che non ne sono capace.Sarà che è già la terza volta in solo ventiquattro ore che mi guardo il dvd; sarà che alla terza canzone ( “ Drain you “ ) fisicamente ho già dato tutto come se stessi giocando quella famosa finale di Champions; sarà che alla traccia numero 8 ( “Polly “ ) piango dalla commozione come un vitello sgozzato; sarà che di dvd live dei Nirvana ne ho visti tanti, ma come questo, con una band in stato di grazia in una serata in cui tutto sembra possibile, mai; sarà che in questo live c’è la più bella versione che abbia mai ascoltato di “Rape Me “ a cui fa seguito il delirio noise di “ Territorial Pissing “ in un finale che annichilisce per ferocia; sarà che “Smells Like Teen Spirit “, in qualunque salsa la si condisca, resta il più grande riff di chitarra dalla notte dei tempi; sarà che Novoselic, col suo basso al ginocchio, zompa e danza che nemmeno un derviscio  in trance mistica; sarà che David Grohl non suona la batteria ma combatte come l'ultimo dei templari; sarà che Kurt Cobain è un Dio biondo e triste che dispensa miracoli col verbo della distorsione; sarà che queste canzoni sono la colonna sonora della mia generazione, quella bella generation X di sfigati e perdenti, che a quarantanni si ritrovano con un pugno di mosche in mano e un sacco di rimpianti; sarà che la regia del film è dinamica e pirotecnica e la qualità audio è miracolosa ( potere della moderna tecnologia,certo, ma anche il missaggio è a dir poco scintillante ).Sarà tutto quello che volete, ma a me viene in mente di dirvi solo una cosa: il dvd è un imperdibile frammento di storia. Io vi ho avvertiti. Vedete voi.



VOTO : 10

Blackswan, lunedì 21/11/2011

UN PIRATA PUNK

Killers,
tra di noi ci sono non pochi amanti dei Clash, primus inter pares il mio companero Blackswan che sbava per il Boss e per il combo di Strummer e soci.
Avete letto la notizia di qualche giorno fa?
Un gruppo di attivisti di Greenpeace ha assalito una piattaforma petrolifera al largo della Groenlandia per sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi di sversamento.
Gli attivisti vengono arrestati e nel corso delle operazioni di identificazione salta fuori che uno di loro è Paul Simonon, il bassista dei Clash.
Chiedono agli altri membri della spedizione se ne fossero al corrente e loro cadono dalle nuvole dicendo che per loro era Paul l'aiuto cuoco, e basta.
Un tipo cortese, modesto, di compagnia e dalle ottime capacità in cucina.
Non una rockstar milionaria.
Viene poi appurato che la cosa era stata concordata in quei termini con i vertici di Greenpeace, i quali hanno spiegato a Simonon che loro non vogliono stars, e soprattutto non vogliono che gli altri militanti sappiano della presenza di una star, quindi anonimato assoluto.
E così lui era diventato Paul l'aiuto cuoco.
Veste nella quale se l'era cavata anche bene, tanto che, una volta arrivati nel luogo in cui li hanno portati dopo l'arresto, essendosi accorti che il cibo faceva schifo, hanno proposto ai sorveglianti di far cucinare Paul.
E questi, da bravi secondini nordici progressisti, hanno detto ma perchè no, e Paul si è messo a spignattare anche in carcere per la gioia di tutti, secondini compresi.
Mi pare una bella parabola, no?
In un'epoca in cui ogni nullità spinge e sgomita per sembrare qualcuno, vedere una celebrità che volutamente diventa nessuno fa bene al cuore.
Per non parlare dell'emozione di mangiare, che so, uno spezzatino piuttosto che un pesce cucinati dall'autore del giro di basso di London calling...
Grande Paul Simonon!

SPAGNA THE DAY AFTER

Ecco la foto di come si sveglia il Paese oggi. Azzurro PP. Una maggioranza schiacciante del los populares che si assicura la piu' ampia vittoria della sua storia ed una sconfitta del PSOE che assume i connotati di una vera catastrofe. Il fatto fosse prevedibile non aiuta affatto a renderla meno amara.




Unica consolazione (per me) e' l'aumento di 5 volte dei seggi di IU (Iziquierda Unida, sinistra piu' radicale) che passa dai due odierni ad ben 11 rappresentanti. Non so se attribuirlo a los indignados o no. Sicuramente ad un malumore forse piu' interno al PSOE.

Fatto sta che il PP ha una rappresentanza parlamentare con cui fara', forgive my french, il cazzo che vuole, il che e' preoccupante.

Mala tempora....at horizon !


Hasta pronto, killers!

Offhegoes lunedi 21/11/11

domenica 20 novembre 2011

SPAGNA 20-N SI VOTA

Oggi 20 Novembre, anniversario della morte di Franco, gli elettori spagnoli sono chiamati alle urne per le elezioni politiche. Devo confessare che a parte il grande duello/dibattito televisivo tra Rubalcaba (PSOE) e Rajoy (PP) tenutosi 2 settimane fa, non ho seguito molto la campagna elettorale. Un po' per mancanza di tempo fisico (un figlio di due mesi e mezzo monopolizza il tempo a disposizione ed il poco che rimane preferisco dedicarlo ad altre cose...leggere questo blog per esempio ;)))) ed un po' per il sentimento di vera e propria noia che la politica ultimamente mi genera. Va detto che gli spagnoli si trovano di fronte ad una scelta non facile: continuare con il PSOE che ha governato male negli ultimi otto anni o cambiare e consegnare il paese alla destra conservatrice con a capo Mr. "faccia intelligente" Rajoy. Leggendo i giornali e le previsioni, sembra che il risultato sara' scontato, tanto il vantaggio dei popolari nei poll. Credo che in effetti la vittoria del PP sia inevitabile,nonostante il loro leader sia un vero e proprio impresentabile, che mi chiedo che tipo di sicurezze possa infondere e come lo si possa votare. Durante la campagna, forte delle previsioni favorevoli, Rajoy non ha fatto altro che ripetere a memoria le quattro frasette populiste che i suoi collaboratori gli hanno scritto, senza mai rischiare. Ogni parola in piu' poteva costare qualche migliaio di voti. Sono convinto che, purtroppo, vincera' facile. L'unica cosa positiva che vedo in una vittoria de PP e' il ricambio democratico, unica consolazione in un immobile bipartitismo. Il PSOE paga gli anni di Zapatero, particolarmente la seconda parte del mandato in cui ha dovuto affrontare, si fa per dire, la crisi. Zapatero e i suoi dal 2008 in poi hanno tirato innanzi indovinando, senza una vera ricetta anti crisi e soprattutto sbagliando qualsiasi previsione economica. Hanno dato l'impressione di non capire la magnitudo e la complessita' della crisi globale, l'impatto di lungo periodo che avrebbe generato. Insomma hanno lasciato un netta impressione di inettitudine. Che pagheranno oggi alle urne. Il candidato Rubalcaba e' senza dubbio il migliore che potessero tirar fuori, esperienza e competenza, ma non bastera'. Gli spagnoli considerano il PSOE responsabile della crisi (a torto) e responsabile della cattiva gestione (forse con ragione). Dimenticando peraltro che il governo di sinistra ha posto in essere una politica economica di destra (tagli a stipendi pubblici solo per citare il piu eclatante provvedimento). Ovvero, chi dovrebbe essere incazzato col PSOE e' la sua stessa base elettorale. A me fa incazzare sentirli promettere una tassa sulle grandi fortune (una patrimoniale tosta) solo adesso in campagna elettorale. Perche' non prima quando erano al governo? E soprattutto perche' non prima di tagliare stipendi pubblici?
Comunque, in queste ore si sta votando e da domani la Spagna si ritrovera' "felicemente" a destra, convinta in questo modo di poter uscire dal baratro cui la crisi mondiale l'ha costretta. Non voglio fare l'uccello del malaugurio ma dubito fortemente che il PP possa fare qualcosa al riguardo. Nemmeno in una legislatura. Forse in due, ma con difficolta' enormi e grazie congiunture globali che vanno oltre la politica economica locale. Innanzitutto perche' se c'e' una cosa che la crisi finanziaria mondiale ci ha insegnato e' che poco i governi possono fare in un mare di soldi digitali abitato da squali speculatori. Ma soprattutto perche' cinque milioni di disoccupati non sono un problema da poco, considerando peraltro che in breve il 75% di questi perdera' ogni sussidio aumentando pericolosamente le tensioni sociali che dubito la destra sappia o voglia risolvere.

Offhegoes, domenica 20/11/11

GUITAR HEROES : ANGUS YOUNG

A differenza di una consuetudine divenuta quasi uno stereotipo nel mondo della musica rock, Angus Young non ha mai assunto droghe né alcol, e quando vuole andare fuori di testa si fa un tè molto zuccherato.Sarà questo il motivo per cui alla veneranda età di 56 anni il piccolo chitarrista scozzese naturalizzato australiano ( è alto solo 157 cm ,) zompa ancora da una parte all’altra del palco come fosse stato morso da una tarantola.Chi ha avuto la fortuna di vedere un concerto degli Ac/Dc, dal vivo o anche grazie ad un dvd ( sono talmente divertenti che io non me ne perdo uno ), sa esattamente che la performance di Young durante un live act della band australiana è uno spettacolo nello spettacolo: duck walk ( il famoso passo dell’anatra inventato tanti anni fa da Chuck Berry ), spogliarelli innanzi a schiere di fan adoranti e vere e proprie corse da centometrista con assolo incorporato.Uno show nel quale, come ben sapete, il nostro guitar hero si esibisce rigorosamente in tenuta da scolaretto.Proprio lui, che di scuola ne fece  pochina davvero, preferendo agli studi la più remunerativa attività di macellaio ( grazie alla quale potè comprarsi la prima chitarra in grazia di Dio ).Ma non sono solo le sue indubbie doti di show-man a renderlo unico, quanto semmai un suono diventato un marchio di fabbrica con centinaia di aspiranti imitatori.Sarà anche vero che gli Ac/Dc da quasi quarant’anni suonano sempre lo stesso disco di grezzo hard rock da tre accordi in croce, ma il timbro e il vibrato di Angus( nonostante la tecnica non proprio cristallina ) restano un patrimonio unico.Merito della sua Gibson SG, da sempre abbinata a un amplificatore Marshall, con la quale Young ha scritto alcune delle pagine più memorabili del genere.
Qui di seguito il classico dei classici, una canzone contro la quale da ben trentaquattro anni la mia cervicale sta combattendo una battaglia impari.



Blackswan, domenica 20/11/2011