venerdì 27 gennaio 2012

WHEN I'M SIXTY FOUR

A volte esiste anche una cronaca minore, quasi personale, che permette comunque di parlare ad ampio raggio.
Qualche giorno fa un mio amico mi racconta che la madre gli ha telefonato mentre lui era a Londra per lavoro e gli ha detto di avere pagato lei i 1800 Euro che lui doveva a quei suoi due amici per il computer nuovo.
Lui non aveva mai comprato alcun computer e sentiva la voce della madre alterata, quindi le chiede dove si trova in quel momento, ma lei di preciso non lo sa.
Le chiede cosa vede intorno a se, lei descrive un luogo a lui noto, fortunatamente vicino a casa, lui chiama un amico che lavora lì vicino e lo prega di recuperare la madre e di portarla al pronto soccorso.
Era stata avvicinata da due truffatori, ingannata, derubata della somma in questione e poi seminarcotizzata perchè loro potessero fuggire più tranquilli.
Un paio di settimane fa una cosa analoga era accaduta in Brianza, in quel caso 3000 Euro a ristoro di un inesistente sinistro auto.
Il figlio capisce subito l'accaduto e rassicura la madre, ma il problema è che a quel punto anche lei capisce.
Capisce di non avere più difese verso gentaglia che un tempo avrebbe divorato, e si vergogna.
Si vergogna a tal punto che va in cucina e trangugia una bottiglia di Niagara liquido per sturare i cessi.
Il marito la sente rantolare ma ora che arriva l'ambulanza lei è già grave, e muore in ospedale.
Muore di vergogna.
Come altri anziani muoiono di fame e di stenti, o almeno vivono male, perchè quando ero piccolo non c'erano vecchi che chiedevano l'elemosina e invece adesso ci sono.
Un giorno sì e uno no vengo avvicinato da anziani dignitosi, che con vergogna mi chiedono un Euro per poter fare un po' di spesa.
E allora penso a che cosa sia diventato ormai l'essere vecchi.
Quando ero piccolo i nonni erano figure mitiche, punti di riferimento assoluti, e anche se non li si frequentava molto erano comunque circondati di un'aura di rispetto intangibile, che sembravano avere conquistato sul campo nel corso dei loro molti anni.
Ed oggi?
Oggi c'è questa pseudo lunghissima età di mezzo, per cui dai venti ai settanta si è almeno in apparenza tutti uguali, tutti in jeans e tutti scialli.
Ma il tempo esiste, e io cedo il posto in metropolitana sapendo che nessuno lo cederà a me quando farò fatica a stare in piedi, perchè conterò poco agli occhi degli altri.
Secoli di cultura intrisi di venerazione per i più anziani, i seniores, da cui senatores, e non era la sclerotica adorazione del passato bensì la memoria, che è poi la storia e quindi la coscienza.
Tutto bruciato in favore di un giovanilismo d'accatto che è solo un alibi per l'indifferenza di una società morente.
I Beatles l'avevano capito per primi, e se lo chiedevano.
Avrai ancora bisogno di me, mi preparerai ancora da mangiare quando avrò sessantaquattro anni?

13 commenti:

Lara ha detto...

Drammatico quanto sta succedendo. siamo ridotti così o ci hanno ridotti così, tragicamente costretti a diffidare dell'Altro. Ma se si è in buona fede e si cade nel tranello, siamo noi a vergognarci.
Memoria, oh memoria dove sei finita?
Ciao, grazie per questo post, Blackswan.
Lara

Mary ha detto...

Caro Black quanto è vero ciò che hai scritto. E' desolante il pensiero di non potersi più fidare del prossimo, ed è vergognoso che esistano esseri che campano truffando il prossimo..e ancor di più se il prossimo in questione è aziano o comunque privo di difese..e per difese intendo le difese del sospetto..perchè sono persone troppo buone per pensare a male..o per pensare che qualcuno voglia approfittarsi di loro. Questi esseri sono i parassiti della società..esseri che campano di espedienti...viviamo in un brutto mondo, non solo per gli anziani ma per tutti noi..solo che gli anziani, dopo una vita di lotte e sacrifici, non avrebbero certo meritato di finire a chiedere l'elemosina!

Andrea ha detto...

Io almeno il gesto di alzarmi e chiedere lo faccio sempre, così come di chiedere se c'è bisogno d'aiuto, etc, questione di come sono stato cresciuto in casa e in collegio. Poi bisogna anche dire che rispetto a quando ero un bambino i settantenni sono decisamente cambiati.

mr.Hyde ha detto...

E' delicato e triste questo post..mi ha colpito e commosso..Ed è vero che gli anziani erano molto amati e rispettati..Ma ai tempi d'oggi non c'e posto , nell'epoca dell'usa e getta dell' efficientismo e della velocità sfrenata verso il niente..

La firma cangiante ha detto...

Purtroppo sarà sempre peggio, ci saranno sempre più anziani e la schifosa impostazione della società attuale (che spero riusciremo in qualche modo a cambiare) li porterà a contare sempre meno. A un certo punto mica producono più, perché aiutarli? Perché garantirgli una sussistenza dignitosa? Diventano solo vittime e prede di questi schifosi. Certo che se si cominciasse a fargli trovare la vita un po' più dura anche a loro...

Granduca di Moletania ha detto...

Caro Ezzelino,
le tue sono parole di saggezza che tutti sottoscrivono, ma che il "pseudo mercato" non concepisce.

Come hai detto giustamente siamo tutti giovani sino a 60 anni e poi d'improvviso diventiamo il nulla, il niente, gli anonimi.
Si è fuori mercato, fuori dal lavoro, fuori dalla società senza aver vissuto un periodo di mezzo.

Solo ultimamente, in tempi di crisi nera, gli anziani sono stati rivalutati dal sistema bancario, perchè per quanto sia piccola la loro pensione è pur sempre qualcosa di certo; e così vedi anziani che firmano a garanzia per scoperto di c/c dei figli oppure cedono il quinto della pensione per coprire debiti di altri.
Con i propri risparmi non possono più farlo, perchè ormai sono terminati.

Gli anziani, che un tempo erano i depositari della saggezza, oggi sono solo i titolari di debiti e paure.

Non è più solo un problema di rispetto; è un problema di centralità e appartenenza alla società.

La firma cangiante ha detto...

PS: piccolo award per questo blog nell'ambito dell'iniziativa The versatile blogger. Passa dalle mie parti ;)

Massi ha detto...

C'è la consuetudine di vedere la vecchiaia solo come l'ultima tappa dell'esistenza e basta e mi chiedo il perchè.Sarà che ho avuto mia nonna come compagnia di giochi quando i miei erano a lavoro,sarà che per me portare rispetto verso chi è più grande è istintivo,sarà un sacco di cose,ma quando sento notizie del genere non posso che restare senza parole.

Melinda ha detto...

Di questo genere di truffe ne ho sentito parlare anche dalle mie parti.
Dov'è finito quel rispetto per le persone che ci hanno spianato la via, per gli anziani che sono la nostra storia?
E' triste cos'è diventato il mondo :(

lozirion ha detto...

Quoto in pieno l'intero post Ezzelino, non riesco davvero a comprendere la mentalità di tanta gente che vede nella vecchiaia così tanta tristezza quando invece ci dovrebbe vedere fierezza. Ho sempre avuto il massimo rispetto del nonno come figura pregna di storia, e ne sono sempre stato affascinato, cosa che mi rende impossibile capire le sessantenni che ogni giorno incrocio in metrò tirate come fossero adolescenti e tantomeno la cafonaggine di ragazzini che fosse soltanto il non cedere il post sull'autobus non sarebbe niente....

Blackswan ha detto...

Un racconto emozionante,amico mio,di quelli che stringono il cuore.Devo molto a tante persone anziane che mi hanno insegnato quel poco che so.E mi atterrisce pensare a questo mondo e alla sua belluina deriva,in cui il più debole, sia esso anziano,disabile,bambino,donna o straniero, è costretto sempre,inevitabilemnte,a soccombere a cagione di un'imbecillità che pare ormai senza più freni.

Ezzelino da Romano ha detto...

Da parte mia, quando incontro un anziano che mi chiede denaro, oltre a dargliene ho iniziato a fare un'altra cosa: un leggero abbraccio.
Poco più che una mano sulla spalla, tenuta lì appena appena più a lungo del normale.
Magari è una fisima mia, ma mi pare che se ne vadano un po' meno tristi.

Adriano Maini ha detto...

Ho sentito più di una stretta al cuore, leggendo queste righe.