sabato 8 settembre 2012

BLOC PARTY- FOUR

GENERE : Alt- Rock
Quando nel 2005 uscì Silent Alarm, si fece un gran parlare dei Bloc Party e forse nemmeno troppo a sproposito. Quell'esordio, pur non essendo un capolavoro di originalità, aveva comunque il merito di coniugare, con energia, fiammate di rock chitarristico e un citazionismo post punk a tratti molto seducente. Il limite della proposta stava però nel deja vù e in un'incapacità tecnica che frustrava pesantemente ogni velleità live ( visti in quel tour al Rolling Stones di Milano, mi lasciarono, per usare un eufemismo, alquanto interdetto ). I successivi due album ( A Weekend In The City del 2007 e Intimacy del 2008 ) scoprirono tutte le carte in mano al gruppo, dimostrando che i Bloc Party , al tavolo da gioco del rock, valevano come un due di picche quando briscola è cuori: prosopopea elettronica, altro citazionismo d'accatto e una pretenziosità indie-rock sterile come l'eiaculazione di un vasectomizzato. Dopo l'album solista del cantante Kele Okereke ( su cui è meglio tacere per pudore ) e le continue voci di un possibile scioglimento, i Bloc Party tornano alla ribalta, si fa per dire, rilasciando il quarto album, frusto e banale fin dal titolo, Four, e dalla copertina, che cita quella dell'album d'esordio dei The Music. Four è un disco, diciamolo fuori dai denti, di cui non si sentiva la necessità, già prima che uscisse, e che dopo alcuni ascolti manifesta in modo ineluttabile tutta la propria perniciosa inutilità. Quello che manca sono soprattutto le canzoni, nello specifico banalotte e abborracciate in qualche modo, zeppe ancora una volta di rock derivativo che cita i Muse e gli ultimi Red Hot Chilli Peppers ( come se non bastassero gli originali ad ammorbarci le orecchie ), rumorose, ma di un rumore fine a sè stesso, che sembra messo lì, a bella posta, per coprire le afasie di una creatività da raschio del barile. Se proprio si vuole salvare qualcosa, salviamo per il rotto della cuffia la prestazione vocale di Okereke, che quando non gigioneggia è più che dignitoso nel suo ruolo di vocalist, e un brano, We Are Not Good People, rabbioso metal-grunge che chiude l'album e, si spera, anche una carriera che più loffia era difficile.
VOTO : 4,5



Blackswan, sabato 08/09/2012

5 commenti:

Alligatore ha detto...

Impccabile come sempre ... ora parto, con il caldo giusto ;)

Marco Goi - Cannibal Kid ha detto...

questo disco non è piaciuto proprio a nessuno.
a me sì. evvai, sono un bastian contrario! :)

Blackswan ha detto...

@ Alligatore :Grazie e buona pedalata ! :)

@ Marco : il fatto è che i Bloc Party non fanno una cosa degna da 7 anni.A mio avviso,questo cd fa abbastanza schifo ma è il migliore da Silent Alarm...fai tu :)

face ha detto...

band senza infamia e senza lode!non li sento da molto tempo....

Blackswan ha detto...

@ Face : e fossi in te, continuerei a non ascoltarli :)