martedì 17 settembre 2013

NICK HORNBY – TUTTI MI DANNO DEL BASTARDO



Elaine Harris, stimata giornalista, ha sempre raccontato il suo matrimonio con Charlie in una rubrica, molto apprezzata dal direttore del giornale e da un vasto seguito di lettori. Nessuno, però, e men che meno il marito, si sarebbe aspettato gli articoli al veleno che Elaine inizia a scrivere appena una settimana dopo che i due hanno deciso di divorziare. Per Charlie anche solo andare in ufficio diventa un problema, visto che tutti leggono quei pezzi in cui Elaine racconta, con dovizia di particolari, le sue innumerevoli e innegabili mancanze come marito, come padre, come amante… Charlie può solo sperare che l’ex moglie si stanchi presto di pubblicare il «Bastardo!» Soltanto un autore come Nick Hornby poteva regalarci un ritratto così riuscito della fine di un amore, il racconto tragicomico, brillante e molto umano, di quanto assurdamente complicata possa diventare la relazione tra due persone.

Sono da sempre convinto che per la cultura non si debba badare a spese. Personalmente, risparmio su abbigliamento, viaggi, e cene, ma quando si tratta di libri ho le mani più bucate dell’avambraccio di un tossico. Però, c’è un limite a tutto. Prendiamo ad esempio quest’ultima prova di Nick Hornby, autore inglese originario del Surrey, di cui sono un fan sfegatato fin dai suoi primi passi nel mondo dell’editoria (vi dice qualcosa Febbre a 90°?). E’ scandaloso che, a prescindere dal contenuto dell’opera, un libretto di 56 pagine (ne vengono accreditate 80, ma 24 sono pagine bianche o quarte di copertina dei precendenti romanzi) venga messo in commercio a 9 euro per la versione cartacea e a 4,99 per la versione e-book. Soprattutto quando la versione originale in lingua inglese è scaricabile al prezzo onesto e nazionalpopolare di 0,99 euro. Verrebbe davvero voglia di dare il la a una polemica infinita sulle condizioni in cui versa l’editoria italiana (ricorrerebbe spesso l’aggettivo “piratesco”) e scrivere un pamphlet divulgativo su come piratare gli e-book. Non è però questa la sede. Qui, ci limiteremo a raccontare succintamente, così com’è succinta la lettura del libro (se la sera prima avete mangiato pesante, una seduta sulla tazza del cesso è più che sufficiente), il contenuto di questo racconto (racconto, non romanzo breve). L’idea di partenza è davvero intrigante (la moglie giornalista che sbertuccia il marito dalle colonne di un quotidiano) e sono pronto a scommeterci la casa che un buon sceneggiatore (magari lo stesso Hornby) ne trarrà un film di successo (magari interpretato da Hugh Grant). Nello stesso modo piace, come sempre, la prosa sferzante dello scrittore inglese, che riesce con icastico humor (da scompisciarsi i colloqui telefonici fra il protagonista e la madre) a mettere sul tavolo tutta una serie di (possibili) riflessioni sulla vita di coppia, la fine di un amore e il rispetto della privacy altrui. Ciò che invece lascia interdetti, vuoi anche per il rapporto inversamente proporzionale fra numero di pagine scritte e lo spessore degli argomenti trattati, è una mancanza di approfondimento che lascia il lettore a bocca asciutta, come se le tante belle idee rimanessero solo in nuce ed evaporassero, rendendosi impalpabili, non appena richiusa l’ultima pagina. Per cui, mi sento di darvi un consiglio spassionato : se conoscete l’inglese, scaricatevi la versione originale del libro in e-book; diversamente, risparmiate i vostri soldi, aspettate il film (che prima o poi vedrà la luce, fidatevi) e andate a rileggere Alta Fedeltà. Che, per citare lo stesso Hornby, è davvero "tutta un’altra musica" e vale il prezzo del biglietto.


 Blackswan, martedì 17/09/2013

8 commenti:

Harley Quinn ha detto...

Hornby l'ho conosciuto con "Come diventare buoni" e poi l'ho amato tantissimo con "Alta fedeltà" (di cui ho apprezzato anche il film).

In effetti avevo voglia di leggere questo. Il titolo mi avrebbe tratto in inganno, insieme alla fama del nostro spigolosissimo amico.
Ma devo dire che a questo punto mi astengo e do respiro alle letture di questo periodo... dal momento che sono una fissata con i negozietti dei libri usati e con dieci euro mi sono portata a casa 9 libri!

Per quanto riguarda l'editoria, lavorando nel settore da anni come collaboratrice di una delle major, ti dico che la Guanda non è nelle migliori condizioni. Non riesce a tener testa agli altri e quindi mette 'sti prezzi esorbitanti per libriciastri che non possono vale così tanto. Pensa che anche l'Aletti ha come prezzo di copertina fino a 16 euro per i nuovi emergenti. Roba inconcepibile. Ormai stanno tutte venendo rilevate dai grandi nomi europei ed internazionali... e nonostante in Italia (contrariamente a quanto si potrebbe pensare) si legga molto, la situazione sta diventando proibitiva.
Potrebbe essere il momento giusto per sforzarci a leggere libri in lingua, come fanno già in altri paesi.

Sandra ha detto...

Non mi sembra possibile far pagare 9 euro per 49 pagine - sì sono 49 eliminate le bianche - scritte larghissime. Hornby è uno tra i miei scrittori viventi preferiti ma è la seconda volta che tira uno scherzo del genere per cui non lo comprerò. Mi sembrano lontani i tempi di romanzi assai godibili e questo è solo un racconto, i romanzi brevi non esistono, sono un'invenzione degli editori furbetti. Capisco la crisi e ne so qualcosa, ma capisco anche di + i 15 18 euro di un piccolo ma serio editore per lanciare un prodotto in cui crede con un numero di pagine decisamente maggiore, tipo 250 fitte-fitte. Un bacio

Ernest ha detto...

mi piace molto Hornby però appena ho visto il prezzo in libreria l'ho posato. Assurdo!

mr.Hyde ha detto...

Ti ringrazio per il suggerimento. Aspetto il film!

Blackswan ha detto...

@ Harley : Il presupposto per poter leggere i libri in lingua originale è conoscere la lingua :) Sull'inglese un pò ci siamo, ma le altre lingue mi sono totalmente oscure.
Davvero credi che in Italia si legga molto ? Io quando esco dalla cerchia ristretta dei miei amici, trovo il vuoto totale. Libri zero e molti lettori di Gazzetta dello Sport e Kynsella. Stop.

@ Sandra : condivido fino all'ultima parola del tuo commento, bacio compreso :)Hornby è un grande, ma evidentemente da un pò sta vivendo un'afasia creativa, salvo poi dedicarsi a paralleli progetti musicali (vedi il cd con Ben Folds). Per libri spendo sempre volentieri, e ho speso anche per questo, ma quando è troppo è troppo.

@ Ernest : Teniamoci stretto l'amato febbre a 90° :)

@ Mr Hyde : ottima mossa :)

gioia ha detto...

No, non potrò resistere...
Amo Hornby, e mi tocca prenderlo, per seguire tutto il percorso. Per averli tutti.
Ti saprò dire :)

Harley Quinn ha detto...

In Italia si legge molto, si. Poi il "cosa" è effettivamente un altro discorso (lugubre). Ti dico solo che i più richiesti sono Fabio Volo e le minchiate affini e tutti i thriller della schiera americana commerciale. La qualità è pessima, effettivamente.

Blackswan ha detto...

@ Gioia : l'ho preso anche io, li ho tutti :)

@ Harley : Ecco : non avevo contato Moccia, Volo e Faletti nel novero degli scrittori. Allora, forse hai ragione :)