giovedì 3 aprile 2014

WILKO JOHNSON & ROGER DALTREY - GOING BACK HOME




Erano anni, quattro almeno, che Wilko Johnson (ex Dr.Feelgood) e Roger Daltrey (The Who) programmavano un disco insieme per rendere omaggio a quella scuola di british rhythm and blues, su cui entrambi avevano formato le rispettive carriere. Un progetto, questo, che è rimasto lettera morta fino a che le condizioni di salute di Johnson, a cui sono stati diagnosticati un cancro al pancreas e pochi mesi di vita, hanno indotto ad accelerare i tempi. Così, i due eroi di quei leggendari anni '70, si sono dati appuntamento allo Yellow Fish di Uckfield, un piccolo studio di registrazione situato nel cuore del Sussex, e a novembre dello scorso anno, in una sola settimana, l'album è stato registrato, coinvolgendo anche due membri della touring band di Johnson, il bassista Norman Watt-Roy e il batterista Dylan Howe, e un redivivo Mike Talbot (ex Style Council) alle tastiere. In scaletta, undici canzoni di esaltante rock 'n' roll pescate prevalentemente dal repertorio di Johnson, con estratti dal periodo di militanza nei Dr. Fellgood e nei Solid Senders o dai suoi album solisti degli anni '80. Uniche eccezioni, una ballata inedita scritta per l'occasione, Turned 21, e una cover davvero notevole di Can You Please Crawl Out Your Window di Bob Dylan. Il risultato è un superbo disco dal suono molto vintage, che fila via rapido e incisivo come la chitarra affilatissima di Wilko Johnson. Che, nonostante i serissimi problemi di salute, sembra davvero essere in perfetta forma come negli anni magici. Pochi assoli, tanta ritmica, un suono essenziale e preciso, sono caratteristiche che il grande Wilko porta impresse nel proprio dna musicale e che si adattano perfettamente a un repertorio che odora di pub e pinte di birra. Notevoli anche la martellante sezione ritmica e un Daltrey che sembra aver ritrovato lo smalto e gli spunti del fuoriclasse soprattutto grazie a un timbro mai così grave e black. Non si può ovviamente parlare di capolavoro dal momento che su questo genere di musica si è già detto tutto e che il repertorio è composto da canzoni già pubblicate, rivitalizzate per l'occasione da un'inaspettata seconda giovinezza. Ma di sicuro Going Back Home suona come un lavoro onesto e sincero, fresco e spumeggiante, trascinante come non se ne ascoltava da tempo. Un ultimo e doveroso appunto a margine della recensione. E' duro doverlo accettare, ma Wilko Johnson, salvo miracoli, fra pochi mesi non sarà più tra noi. Eppure, nonostante il fardello della malattia, l'uomo ha deciso di rinunciare a invasive terapie e calvari ospedalieri. Ha scelto, invece, di andarsene esattamente come ha vissuto, con la chitarra in mano, il rock 'n' roll nel cuore e un pugno di canzoni che fin dal primo ascolto suonano esattamente per quello che sono: compendio di storia, vademecum per giovani rocker, testamento spirituale. Chapeau!

VOTO: 8





Blackswan, giovedì 03/04/2014

2 commenti:

Der Graf von Mailand ha detto...

Come ancora nessun commento?! Certo non é il solito disco fighettino e trendy ma cazzo se picchia!!! Come si dice adesso..ah si. QUESTI DUE SPACCANO!

Roberto Paglia ha detto...

Grande disco!