martedì 16 giugno 2015

BUILT TO SPILL - UNTETHERED MOON



Da Boise, Idaho (per i più aggiornati si tratta della cittadina vicino alla quale si svolgono le avventure di Wayward Pines), tornano a noi, dopo sei anni di silenzio, i Built To Spill. E lo fanno con una nuova line up, che prevede l'inossidabile Doug Martsch, come sempre alla chitarra e voce, a cui si sono aggiunti Steve Gere alla batteria e Jason Albertini al basso. Nonostante gli anni di attività (abbiamo da poco superato il ventennio), qualche problema che in passato ebbe a minare la salute del leader e i continui cambi di formazione (un marchio di fabbrica della band), i Built To Spill continuano a mantenere un alto tasso energetico e, soprattutto, non hanno cambiato di una virgola la loro proposta musicale. Che guarda dannatamente agli anni '90, tanto che in certi momenti sembra non sia passato un giorno dal loro capolavoro Perfect From Now On, datato 1997. Una coerenza artistica, quella di Doug Martsch, che trova le sue radici soprattutto nei rimandi ai Dinosaur Jr. (non a caso J Mascis in passato ha prodotto un singolo della band) e ai Rem: dai primi ha mutuato il volume esagerato degli amplificatori e l'attitudine noise (gli otto minuti della conclusiva When I'm Blind, disturbati dalle incursioni chitarristiche di Martsch), dai secondi il retrogusto malinconico dei momenti più melodici (qualcuno, e a ragione, percepirà in queste canzoni anche qualche eco di neilyounghiana memoria). A prescindere da questi marcati riferimenti musicali, che suggeriscono sonorità ben note, i Built To Spill allestiscono però un disco potente e variegato, perfettamente in equilibrio tra sferragliante chitarrismo (il singolo Living Zoo è una corroborante iniezione di adrenalina) e interessanti soluzioni melodiche (Horizon To Cliff), che regge egregiamente per tutti i quarantacinque minuti di durata e che trova il suo picco nella seconda parte, in cui spiccano ottime canzoni quali C.R.E.B., Another Day e la già citata When I'm Blind. Un gradito ritorno per tutti coloro che amano la chitarra elettrica e un elevato quantitativo di decibel.

VOTO: 7





Blackswan, martedì 16/06/2015


1 commento:

Alessandro Raggi ha detto...

a me fa piacere leggere una recensione sui Built to Spill. Mi sembra di tornare ai tempi dell'Università, quando mi sembravano degli alieni con quelle sonorità indie e poi subito dopo un bel coretto pop. Ne è passata di acqua sotto i ponti cari Built to Spill, però mi fido di NIck se dice che la pasta è sempre la stessa. Un po' di nostalgia, ma anche piacere a sentire che certe cose non cambiano