Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul motivo per cui
Mattarella è stato scelto da Renzi come sostituto di Napolitano, se
proprio non è tonto, oggi dovrebbe aver capito. A parte qualche
significativa differenza (Napolitano concionava su tutto, Mattarella vive in un
mutismo autistico) i due sono infatti accumunati dal medesimo disturbo
compulsivo: firmare tutto quello che capita loro a portata di
penna. Tuttavia, se Napolitato si prendeva i suoi tempi, Mattarella non
frappone indugi e va spedito come un treno: ha impiegato infatti solo
quattro ore, il tempo necessario alla lettura, per firmare quell'aborto
di legge elettorale che prende il nome di Italicum (e visto
com'è messo il paese oggi, oserei dire nomen omen). Senza entrare nel
merito della legge, di cui abbiamo già avuto modo di parlare nei giorni scorsi,
sembra comunque opportuna qualche riflessione, dal momento che, al netto
di ogni appartenenza politica di chi scrive e di chi legge, l'iter con cui si è
giunti alla promulgazione dell'Italicum non credo abbia precedenti nella
storia democratica italiana. In breve. L'Italicum viene pensato e progettato
dagli estensori del patto del Nazareno e cioè da Berlusconi, che come condannato
e processato e indagato in svariati procedimenti penali non dovrebbe
nemmeno avvicinarsi alla cosa pubblica, e da Renzi, Presidente del Consiglio
non eletto e dal consenso non sufficientemente rappresentativo (il 40%
sbandierato dopo le ultime Europee, considerato l'astensionismo del 50% degli
aventi diritto al voto, si riduce a un modesto 20%). Una volta pensata, la
legge è stata poi elaborata da Denis Verdini, indagato e riviato a
giudizio per la metà almeno dei reati previsti dal nostro codice penale (fate
un salto su wikipedia), e da Maria Elena Boschi, enfant prodige della
politica italiana e braccio destro di Renzi, con il determinate contributo di
Roberto Calderoli, già estensore del famigerato Porcellum, di cui
l'Italicum è la fotocopia in pejus. Giova ricordare che nel dicembre del 2013,
il Porcellum fu dichiarato incostituzionale dalla Suprema Corte, di cui
Mattarella era membro, proprio nelle due parti poi ereditate dall'Italicum:
" La Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale
delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l'assegnazione di un premio
di maggioranza (sia per la Camera Dei Deputati che per il Senato Della
Repubblica ) alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il
maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340
seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione. La Corte ha
altresì dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono
la presentazione di liste elettorali 'bloccate', nella parte in cui non
consentono all'elettore di esprimere una preferenza". La
legge, approvata in Commissione dopo l'espulsione dei parlamentari non
allineati, è stata poi sottoposta al voto del Parlamento, ponendo la questione
di fiducia (praticamente un unicum nella storia della nostra giovane
democrazia) a una maggioranza illegittima (gonfiata cioè dall'incostituzionale
premio di maggioranza), perchè resa tale dalla pronuncia della Corte, poc'anzi
citata. Quindi, riassumendo: Mattarella ha firmato una legge elettorale pensata
da un condannato per gravi reati e da un premier non eletto e non legittimato
dal consenso popolare, approvata da una Commissione composta irritualmente,
votata da un Parlamento illegittimo attraverso una forzatura anomala
rispetto al consueto iter, e contenente gli stessi difetti di costituzionalità
che un anno e mezzo prima, in veste di giudice della Consulta, aveva
stigmatizzato. Delle due, l'una: o Mattarella si è scordato del suo passato di
costituzionalista oppure ha fatto finta di niente. Ci ha dimostrato, a ogni
modo, di essere la penna più veloce del west: stessa scuola del suo
predecessore, ma molto più gagliardo.
Blackswan, giovedì 07/05/2015
6 commenti:
Ahahaha il presidente silenzioso,. Lo hanno elogiato tutti, dico tutti, ma io lo sapevo da buon siciliano chi era. Per questo me ne sono rimasto in silenzio, sbigottito e ancora una volta... fate voi metteteci quel che volete in quella sospensione, qualunque cosa andrà bene. Paese di merda.
Caro Nick, la verità è che noi italiani tutto questo ce lo meritiamo. Siamo noi i colpevoli, siamo noi i cazzari della domenica, siamo noi l'ignoranza elevata a stile di vita.
Da qui si esce solo col sangue...
che tristezza. Speravo che dietro i suoi silenzi si celasse una sana e rara integrita'. Invece no. Siamo alle solite. La solita minestra riscaldata ...
chiamatemi pure populista qualunquista, nun me 'mporta: SONO TUTTI UGUALI! TUTTI!
sotto ogni bandiera, colore o ad ogni latitudine/langitudine...
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