lunedì 3 dicembre 2018

IL MEGLIO DEL PEGGIO




"Io adesso la dico. Lo so che ci rimanete male, ma adesso la dico: dobbiamo chiedere scusa a Silvio Berlusconi. Perché rispetto alle norme ad personam di Salvini, Berlusconi era un pischello".

L'ha detta, o meglio, l'ha sparata grossa il senatore semplice di Scandicci. Dare del pischello a Silvietto e' come dire che Rocco Siffredi e' un asceta. Qualcosa evidentemente stride. Che Salvini non fosse proprio un soggetto in odore di santità lo sapevamo fin dalla notte dei tempi ma affermare che l'ex Cavaliere sia un principiante e' davvero troppo.
Provocazione o meno, la considerazione e' inaccettabile. Ma del resto, tutto torna. I due (Renzi e Berlusconi) si sono sempre piaciuti: come dimenticare l'episodio in cui Matteone da sindaco di Firenze si recò ad Arcore per un "vertice"con Silvietto o il patto del Nazareno?
Dare del pischello all'ex Cavaliere significa derubricare 20 anni di nefandezze. Non dimenticheremo, e non inizieremo di certo ora, che Silvio e i suoi sodali hanno rappresentato plasticamente la decadenza morale ed etica di questo Paese.
Non dimenticheremo le leggi ad personam, i condoni fiscali, edilizi, le abrogazioni di norme di contrasto all'evasione fiscale, l'abolizione dei tetti agli stipendi dei manager pubblici, i tagli alla scuola, la mortificazione della cultura, il lodo Alfano, il legittimo impedimento, il decreto salva Rete 4, Ruby e le Olgettine.
E molto altro, gaffes incluse. Se questo è un pischello, da domani Barbablù potrà dirigere il Piccolo Coro dell'Antoniano.

Cleopatra, lunedì 03/12/2018

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