lunedì 1 giugno 2020

IL MEGLIO DEL PEGGIO




Il leader lombardo dai “nuovi occhiali color pannolino”, Salvini, non perde occasione per sparare nel mucchio. Un po’ per la crisi evidente di consensi un po’ per quel piglio tignoso che si ritrova, lungi dal mantenere un profilo basso sulla scellerata gestione dell’emergenza sanitaria in Lombardia, punta il ditino verso i giudici in difesa della Premiata Ditta Fontana&Gallera. I due giganti della politica lombarda, quelli del “non abbiamo fatto errori”, sono stati convocati in procura come persone informate sui fatti nell’ambito della gestione sanitaria Covid. Un atto dovuto, certo, visti i disastrosi risultati e il tragicissimo numero di morti, ma per il Capitano Apri e Chiudi il silenzio non è d’oro, prova ne è il tweet sparato - è il caso di dire- ad minchiam: “Invece di permettere a medici e governatori di lavorare, si fa perdere loro tempo convocandoli in procura”.
 
Verrebbe da rispondere che per lavorare come ha fatto il duo FontaGall è di gran lunga preferibile l’ozio. Entrambi, come era prevedibile, non solo scaricano la responsabilità al governo sulla mancata decisione di creare la zona rossa nel bergamasco, ma addirittura querelano chi “osa” criticare i numeri del contagio, come è accaduto nei confronti dell’istituto Gimbe che ha sollevato qualche perplessità sui numeri lombardi ritenuti sottostimati. Ma al danno si aggiunge l’immancabile comica dell’assessore al Welfare che nel delirio di onnipotenza si improvvisa divulgatore scientifico. In una strampalata e disastrosa conferenza stampa tenta di spiegare l’indice di contagio 0,5 vale a dire che per infettarlo bisogna trovare due persone nello stesso momento infette. Avremmo gradito tutti una rettifica con tanto di scuse e invece lo sfondone non ha frenato tanta presunzione. Gallera voleva semplificare per la massaia. La casalinga di Voghera, per capirci. Roba da fare impallidire persino Scilipoti.

Cleopatra, lunedì 01/06/2020


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