I Kula Shaker ci fecero godere, e non poco, nella seconda metà degli anni ’90, con due dischi (K del 1996 e Peasants, Pigs & Austronauts del 1999) che fondevano mirabilmente suoni mutuati dalla cultura musicale indiana con quel brit pop, che fu suono dominante del decennio, e con una vera e propria passione per il rock psichedelico, derivato dai rivoluzionari anni ’60.
Una
carriera, poi, proseguita dignitosamente nel nuovo millennio, che, dopo
uno iato di sei anni, ha ripreso con pubblicazioni a cadenza regolare a
partire dal 2022. Questo nuovo Wormslayer segue l’ottimo Natural Magik di
due anni fa, senza cambiare di una virgola la consueta proposta, che la
band londinese gestisce con la consapevolezza del veterano ma anche
con inaspettata brillantezza. Certo, l’effetto nostalgia non manca ed è
il gancio per conquistare all’ascolto tutti coloro che negli anni ’90
tenevano il poster di Crispian Mills e soci appeso alle pareti della
cameretta. Tuttavia, la scaletta è talmente buona, da poter conquistare
anche le orecchie di giovani appassionati che di quel decennio conoscono
solo i racconti dei loro papà.
D’altra parte, un pezzo come "Lucky Number", che apre la scaletta, risucchia subito nel mondo magico dei Kula Shaker, in cui suoni speziati al curry contornano un rock di colorata psichedelia, sferzante e divertentissimo, roba che sparato a tutto volume durante una festa spinge sul dancefloor più velocemente di tre negroni sbagliati. E ancora meglio, in tal senso, è il raga rock di "Good Monkey" (guardate il video che è una vera figata), con quell’incipit lennoniano, il groove strappa mutande e il goduriosissimo interplay tra la voce del leader e gli spassosi coretti.
Un uno-due che conquista fin da subito e apre le porte al resto della scaletta, la cui prima gemma è la successiva "Charge of the Light Brigade", un orgia psichedelica, che spinge forte sulla ritmica quadrata ed echi che rimandano ai Fab Four, presenti in sottofondo anche nella ballata sixties "Little Darling".
Giocano
con un lontano passato, i Kula Shaker, ma sanno fare con una classe
unica quello che per altri diventerebbe un insulso pastrocchio.
Ascoltate, a esempio, "Broke As Folk", il cui inizio atmosferico riporta
in vita i Pink Floyd anni ’70, per poi immergersi completamente nel
mondo Doors. E mentre Jay Darlington spolvera l’hammond come un profeta
del verbo Manzarek, la domanda sorge spontanea: chi è questo che canta
al posto di Jim Morrison?
La scaletta è decisamente attrattiva nella sua varietà: "Be Merciful" è una splendida ballata che sorge con delicatezza da atmosfere folk per poi elevarsi in un crescendo gospel innervato da una buona dose di elettricità, "Shaunie" riporta nel cuore di atmosfere psichedeliche, alternando lo strimpellare di una chitarra acustica con il tiro acido di quella elettrica in un tripudio di colori, mentre "The Winged Boy", dopo lo sfarfallio iniziale, insegue derive lisergiche su una ritmica che sembra rubata da "Promentory" di Trevor Jones (dalla colonna sonora de L’Ultimo Dei Mohicani).
Ottima
anche la tripletta con cui si chiude il disco: la breve "Day For Night"
è un gustoso acquarello folk che si muove dalle parti di Simon &
Garfunkel, a cui fanno da contrappunto la straniante title track, punto
di fusione fra filastrocca psichedelica e grintoso hard rock settantiano
e l’elegante blues rock della conclusiva "Dust Beneath Our Feet", che
sembra suonata da degli Stones in trip di marjuana.
La nostalgia, si sa, è canaglia, e molti di noi sarebbero disposti ad accettare qualunque cosa, pur di tornare ad ascoltare un disco degli eroi della fu giovinezza. Coi Kula Shaker, fortunatamente, non si corre il rischio di un’accettazione passiva che guarda con condiscendenza anche un pugno di pessime canzoni, perché questa loro, potremmo definirla così, seconda parte di carriera, è animata da un rinnovato entusiasmo e da una ritrovata ispirazione.
Anche nella sua divertente varietà, Wormslayer è un disco coeso in un suono che, pur non innovando i vecchi stilemi del passato, dopo trent’anni di storia, li restituisce a vecchi e nuovi fan con una inaspettata e vitale freschezza.
Voto: 7,5
Genere: Rock, Psichedelia, Brit Pop
Blackswan, Giovedì 26/03/2026

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