giovedì 30 aprile 2026

Tyler Ballgame - For The First Time Again (Rough Trade, 2026)


 

La storia di Tyler Ballgame, all’anagrafe Tyler Perry, a grandi linee, è simile a quella di tanti altri musicisti, parecchi dei quali rimasti nell’ombra, mentre alcuni, molti meno, riusciti a emergere, a farsi notare, e, alla fine, a incidere un disco. Esattamente come il nostro eroe, uscito dall’anonimato grazie a un mix di talento, pertinacia e fortuna. Tyler Perry è nato nel Rhode Island nel 1987. Da bambino era appassionato di musical, il che lo portò a frequentare per un periodo la Berklee School of Music, dove studiò composizione musicale. 

All’università, però, incontrò parecchie difficoltà, in parte dovute a una profonda depressione. Così, dopo aver abbandonato gli studi, tornò a casa, vivendo nel seminterrato della madre e lavorando per il padre. Da questo momento inizia quella che può essere definita una sorta di rinascita. Il ragazzo, infatti, si sottopose a un percorso di terapia psicologica per combattere la depressione e i problemi di immagine legati al peso, e in qualche mese, abbandonò il lungo tunnel in cui si era infilato, acquisendo maggior sicurezza e autostima. A ventinove anni, d'impulso, si trasferì a Los Angeles per dedicarsi seriamente alla musica, lavorando di giorno per un'agenzia immobiliare e frequentando serate open mic, in cui suonava il proprio repertorio, concludendolo con Cryin' di Roy Orbison, un brano sempre molto apprezzato dal pubblico.

Tyler sviluppò, così, il suo alter ego, Tyler Ballgame, ispirandosi al grande giocatore di baseball Ted Williams, noto come "Teddy Ballgame". Il nome era pura autoironia, visto che richiamava un personaggio che lui non era e non sarebbe mai stato.

Alla fine, e qui arriva la botta di culo, Tyler ha attirato l'attenzione del produttore Jonathan Rado, che ha lavorato con artisti del calibro di Miley Cyrus e The Killers. Nel giro di poche settimane, i due hanno scritto e registrato materiale inedito sufficiente per più di un album.

Il punto di forza di Tyler, considerazione che diventa un’ovvietà, appena messo il disco sul piatto, è la sua incredibile voce che, con tutti i distinguo del caso, può essere paragonata a quella di autentiche leggende come Roy Orbison, Harry Nilsson o Elvis Presley. Una voce matura, profonda, ricca, piena di calore e assolutamente autentica. Come Orbison, Perry possiede un'ampia estensione vocale che gli permette di librarsi verso note altissime, toccando le corde del cuore, pur mantenendo un fascino giocoso nei momenti più leggeri dell'album e un mood ombroso e malinconico quando veste i panni del crooner.

I produttori Jonathan Rado e Ryan Pollie mettono saggiamente la voce di Ballgame in primo piano, utilizzando la stessa tecnologia analogica dei classici album degli anni '60 e '70, e utilizzano armonie ricche e sovrapposte, effetti eco, una chitarra acustica incalzante, e talvolta, il pianoforte, che richiama alla mente certi passaggi armonici propri di John Lennon. 

Le dodici canzoni sono connotate da un gusto retrò per il pop, il rock e il folk dei decenni poc’anzi citati, e raccontano, dal punto di vista delle liriche, il percorso di Ballgame dal Rhode Island fino alla decisione di rischiare e scommettere sul suo talento trasferendosi a Los Angeles. 

L'album si apre con la title track, chitarra acustica e il tempo tenuto con le bacchette, mentre Tyler sfodera il suo limpido tenore, prima che la voci si alzi di un paio di ottave, aprendosi alla vulnerabilità dei sentimenti. Il singolo di lancio I Believe In Love nasce da un’intuizione di Rado, quella di miscelare con sapienza melodie vocali alla Orbison e un ritornello ammaliante in stile Fab Four. 

La modalità pop-rock contenuta nelle note di For The First Time Again è familiare e orecchiabile, e rende piacevolissimo l’ascolto, mentre il cuore aperto di Tyler offre alle canzoni un surplus di autenticità, che è l’altro punto di forza di un artista che parla della sua vita, dei dolori e delle gioie, senza riserve.

Ecco, allora, che in You're Not My Baby Tonight, la sua voce si abbassa di registro, per descrivere la malinconia che suscita un amore non sbocciato, passando nuovamente al falsetto per esprimere con incisività il dolore dell’anima, mentre nella straziante Goodbye My Love il cantante dichiara con mestizia di averne abbastanza di vivere nei sogni, poco prima di abbandonarsi all'umorismo allegro e autoironico di Got A New Car, metafora del risveglio spirituale e della realizzazione delle sue ambizioni.

Sono tante le canzoni che entrano in testa e di cui si sente il bisogno di cibarsi di continuo. Matter of Taste è un brano rock energico e trascinante guidato dalla chitarra, che mi ha ricordato i momenti più tirati di Elton John, Down So Bad, invece, è un delizioso esempio di jangle pop in stile beat, che ricorda i Beatles e gli anni ’60, mentre nella conclusiva Waiting So Long, tra coretti gioiosi e un sassofono rock, il cantante canta la propria soddisfazione di aver lasciato la lotta alle spalle e di avercela finalmente fatta. 

Fortuna nostra che possiamo godere di un disco così fresco e accattivante, e di una voce, la cui estensione e versatilità si faranno strada, lo speriamo sinceramente, nell’inflazionato panorama pop internazionale. 

Voto: 8

Genere: Pop, Rock

 


 

Blackswan, giovedì 30/04/2026

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