mercoledì 7 ottobre 2026

Child - Rebirth (Heavy Psych Sounds Records, 2026)

 


I Child, trio australiano dedito a un mix di heavy blues e stoner rock, sono una delle band di genere più cool in circolazione. L’estetica è quella che riporta direttamente agli anni ’70 e che ha creato paragoni scomodi fra il loro sound e quello di band del calibro di Led Zeppelin e Black Sabbath. Capelli lunghi, volti irsuti, abbigliamento dimesso e stivaloni, i Child incarnano lo spirito di una musica antica, al cui centro si trova un blues primigenio, declinato però con un’attitudine hard, psichedelica e soul.

L’approccio, come si conviene al genere è minimal: basso, batteria e chitarra, fuzz a manetta, impianto scarno e francescano, pochi fronzoli e tanta sostanza. Tuttavia, rispetto a tante band in circolazione, gli australiani giocano un’altra partita. Pur non rinnegando nulla del genere che amano, lo reinterpretano con una consapevolezza unica, evitando pipponi chilometrici da jam band con l’assolo facile (gli assoli ci sono, ma tutti claibrati), e strutturando i brani come vere e proprie canzoni, capaci di coinvolgere con melodie catchy, senza tuttavia che il suono perda un grammo ruvidezza. Questo Rebirth, che ci accingiamo a raccontare, è il loro quarto attesissimo lavoro, il primo per l’iconica etichetta Heavy Psych Sounds.

Rispetto al precedente Soul Murder, album incensato dalla critica e apprezzatissimo dagli appassionati, Rebirth è leggermente più pesante, più ruvido e abrasivo, senza però sacrificare l'identità del gruppo. Il sound è inconfondibilmente quello dei Child, hanno semplicemente alzato ancora un po' il volume degli amplificatori.

Un disco, questo, che rappresenta tutto ciò che gli album di heavy blues e stoner rock promettono continuamente, ma che raramente riescono a offrire, e che cattura l'attenzione per  quell'atteggiamento senza tempo e intriso di blues, tipico delle grandi band hard rock degli anni '70. Eppure i Child non si limitano a prendere in prestito tali influenze, ma le incanalano in qualcosa che risulta al contempo familiare, contemporaneo e clamorosamente figo.

Non c'è nulla di superfluo nelle sei canzoni che compongono la scaletta, ogni riff, ogni groove e ogni transizione hanno una loro precisa funzione. L'album procede con sicurezza, catturandoti in un istante e colpendoti dritto in faccia quello successivo. È il tipo di disco che richiede volume alto e che ti sfida apertamente a restare seduto immobile.

Come accennato, sono solo sei canzoni per trentasei minuti di durata, e la breve distanza favorisce la coesione e la qualità della proposta, evitando inutili riempiti e torrenziali digressioni strumentali.

"Woman Like You" apre il disco sbattendo in faccia all’ascoltatore tutta la qualità della casa: passo pesante, chitarra distorta, ritmica quadrata, ma anche una bella melodia da mandare a memoria subito. Merito anche della voce di Mathis Northway, il cui timbro si discosta da quelli tipici del genere: è pulito, ammaliante, e incredibilmente soulful.

Sono i momenti in cui i Child allentano la tensione e si immergono più a fondo nelle loro radici blues a rappresentare i vertici del disco. È in questi brani ("Heavy Load", "I Tried", "Cold Shoulder") dal ritmo più disteso, infatti, che l'alchimia della band brilla davvero: i riff acquistano ancora più peso, le melodie respirano e la voce cattura l'attenzione con una sicurezza naturale. È in questi istanti che l'heavy blues e lo stoner rock si fondono in un'unica, perfetta creatura sonora.

La produzione è esattamente quella che esalta un disco di questo tipo: calda, organica e splendidamente vintage, nulla appare sovraprodotto o asettico, ogni musicista ha i propri spazi, permettendo a ogni strumento di farsi sentire senza venire soffocato da strati superflui. È un disco autentico e potente, dall'inizio alla fine.

Basta un solo ascolto per rendersi conto di trovarsi di fronte ad autentici fuoriclasse e a un album che, se siete amanti heavy blues/stoner rock, troverete tra i migliori pubblicati negli ultimi anni.

Voto: 8

Genere: Heavy Blues, Stoner

 


 


Blackswan, mercoledì 07/10/2026

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