Da quando questo blog è in
attività, ho scritto più a proposito di Bonamassa che di chiunque altro. Ci metto del mio, ovviamente, perchè amo
visceralmente il chitarrista newyorkese; tuttavia, è fuor di dubbio che Joe sia
uno stakanovista come pochi al mondo. Cd e dvd, sfornati uno via l’altro senza
soluzione di continuità, in solitaria, in compagnia degli ormai disciolti (?)
Black Country Communion, e da ultimo, come se non bastasse, con la cantante e
cantautrice losangelina, Beth Hart. Non abbiamo fatto a tempo a gustarci la
tetralogia londinese di Tour De Force (ne parleremo magari nei prossimi
giorni), ed ecco che esce nei negozi un doppio cd e doppio dvd (anche in
formato blu ray) intitolato Amsterdam, registrato la sera del 22 giugno dello
scorso anno nel leggendario Koninklijk Theater Carre del capoluogo olandese. La
domanda a questo punto sorge spontanea: vale la pena acquistare l’ennesima
prova live di un artista che, pur essendo davvero talentuoso, è invasivo come
il prezzemolo nella cucina italiana? La risposta, dal punto di vista di chi
scrive, è un SI grande come una casa. Un si che vale a prescindere che siate
fans completisti di Bonamassa o che invece vi approcciaste per la prima volta a
questi due grandi rocker che, già in passato con le due prove in studio (Don’t Explain
del 2011 e See Saw del 2013), ci avevano titillato il velopendulo. Perché, a ben ascoltare (e guardare), questo è
un live travolgente, emozionante e suonato come Dio comanda, tanto che l’impresa
ardua diviene fin da subito riuscire a tirarlo fuori dal lettore (cd o dvd che
sia). Non solo per la scaletta del live act che, più o meno, ricalca quella dei
due album in studio; ma soprattutto, direi, per i comprimari (si fa per dire)
che affiancano i nostri due eroi durante l’esibizione. Un sezione fiati
puntuale e mai invasiva (Lee Thornburg alla tromba, Ron Dziubla al sax e Carlos
Perez Alfonso al trombone), una leggenda come Blondie Chaplin (Beach Boys e
Rolling Stones) alla chitarra ritmica, Carmine Rojas al basso (aprite per curiosità
la pagina di wikipedia che lo riguarda e stupitevi scoprendo con chi ha suonato
questo signore), Arlan Shierbaum alle tastiere e un fenomeno come Antonio Fig
dietro le pelli (Antonio Fig, per citarne uno, ha suonato con Miles Davis). Il
risultato sono due ore di musica che non vorresti finissero mai, durante le
quali Bonamassa, per una volta più essenziale e defilato del solito, sviscera
tutta la sua sapienza chitarristica, mentre Beth Hart, in surplus di decibel, veste
in maniera sempre più convincente gli abiti di una Tina Turner 2.0 (la loro
versione di Nutbush City Limits è, a mio avviso, di gran lunga superiore all’originale).
Tra le meraviglie in scaletta, vale la pena ricordare, la toccante Strange Fruit,
le travolgenti Something Got A Hold On Me (Etta James) e Well, Well, e una Miss
Lady (Buddy Miles) indimenticabile. Per riscoprire il piacere di ascoltare un
grande disco dal vivo o per non farsi mancare proprio nulla del buon Joe
Bonamassa: qualunque sia il motivo, non perdetevi questo live.
VOTO: 8
Blackswan, martedì 22/04/2014
3 commenti:
Ammetto la spaventosa ignoranza, non li conosco...
OT
finalmente riesco di nuovo ad aprire il tuo blog, per un mese circa mi si chiudeva subito dicendo che c'erano dei malware...
adesso spero che non ci saranno più problemi.
Ciao a tutti. Ho avuto problemi con il blog: aggredito da migliaia di spam, ho dovuto bloccare i messaggi anonimi. Adesso, finalmente, dovrebbe essere rientrato il problema. grazie per la pazienza.
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