Chris se n’è andato e non
ritorna più. Su questo non ci piove, visto che l’ex cantante dei Black Crowes
non perde occasione per ribadire il concetto e prendere le distanze dal
fratello Rich. I fans e i nostalgici, però, troveranno conforto in questo primo
full lenght a firma Magpie Salute, progetto revivalista messo in piedi da Rich
Robinson con la collaborazione degli ex componenti della band dei Corvi Neri.
Già, perché a fianco del chitarrista si allineano in buon ordine Marc Ford
(chitarra), Sven Pipien (basso) e Eddie Harsh (tastiere), quest’ultimo deceduto
però nel dicembre scorso. Una cover band a tutti gli effetti, visto che in scaletta
c’è un solo brano originale (Omission, posto in apertura) mentre le restanti
nove canzoni sono reinterpretazioni di brani dei Black Crowes (Wiser Time, What
Is Home), di Bob Marley (Time Will Tell), dei Pink Floyd (Fearless), di Delaney
and Bonnie (Comin’Home) e dei Faces (Glad And Sorry). La vera peculiarità è
che, a parte Omisssion, il cui riff hard è un marchio di fabbrica della
premiata ditta Black Crowes, tutti gli altri brani sono registrati dal vivo
negli Applehead Studios di Woodstock, New York, durante i ritagli di tempo
della carriera solista di Rich. Un disco, il cui mood nostalgico farà venire il
groppo in gola a coloro che, a ragione, si sentono orfani della southern band
di Atlanta, e che, a conti fatti, pur nella sua dimensione clamorosamente passatista,
suona comunque divertente e brillante. John Hogg e Rich Robinson, che si
cimentano, alternandosi, al canto, non possiedono certamente il timbro graffiante
di Chris, però la band (completata da Matt Slocum al piano, Joe Magistro alla
batteria) gira a mille, le chitarre di Robinson e Ford dardeggiano come di consueto,
e le canzoni, cover o no, sono talmente belle e talmente ben reinterpretate, da
farci dimenticare per un momento che i Black Crowes non sono più insieme.
Southern rock, in alcuni casi con venature jazzy, e quell’attitudine
cromosomica alla jam session (i brani hanno quasi tutti un minutaggio
consistente) sono le caratteristiche principali di un disco che non fa certo
gridare al miracolo, che non aggiunge e non toglie nulla al fascino di alcuni
dei musicisti più rappresentativi della storia del rock a stelle e strisce, ma
che continuerà a girare sul piatto dello stereo di chi non ha mai dimenticato
il suono unico di quella band e capolavori come Shake Your Money Maker e The
Southern Harmony And Musical Companion.
VOTO: 7
Blackswan, martedì 18/07/2017
2 commenti:
bel live, per carità, di intensità e tecnica nessuno di loro difetta...solo che senza Chris è tutta un'altra cosa, molto più deprimente. un po' come se dovessimo ascoltare i Pearl Jam senza Eddie Vedder...
@ Melonstone: addirittura deprimente? Chris ha una gran voce ma il disco, a mio avviso, è godibilissimo.
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