Una rapina finisce nel peggiore dei modi possibili, coprendo Rocco di ridicolo, fin sui giornali. Un cadavere senza nome viene ritrovato in un lago, incatenato a 150 chili di pesi. Un chimico di un’azienda farmaceutica sparisce senza lasciare traccia. Rocco non parla più con Marina. E nevica. Eppure qualcosa si muove. Sandra sta meglio, sta per uscire dall’ospedale. Piccoli spiragli, rari sorrisi, la squadra, come la chiama Rocco con un filo di sarcasmo, sembra crescere, i colleghi migliorano, i superiori comprendono. Schiavone a tratti sembra trovare le energie per affrontare gli eventi che si susseguono, le difficoltà che si porta dentro, e poi quello slancio svanisce e ancora si riforma. Il vicequestore entra ed esce dalla sua oscurità, a volte il sole lo aspetta, quasi sempre il cielo è plumbeo, una promessa di neve e di gelo.
Scrivo da fan sfegatato e non posso farci nulla: quando esce un nuovo romanzo di Antonio Manzini, per il sottoscritto è sempre festa. Perché lo scrittore romano si approccia al thriller senza artifici, ma con quel passo calibrato e quel basso profilo che rendono le storie narrate plausibili e connesse al tessuto reale in cui si sviluppano. Perché amo alla follia il personaggio di Rocco Schiavone e la sua squadra di “underdog”, così famigliare, così accogliente, così verace da vivere in un immaginario che trascende la carta stampata. E perché, da fan completista delle “Schivoneidi”, so che quando esce un nuovo romanzo, prima o poi arriverà anche una nuova stagione, di quella che ritengo una delle migliori serie tv italiane di sempre.
Anche questo nuovo Sotto Mentite Spoglie non tradisce le attese: una rapina, un morto ammazzato e una sparizione improvvisa sembrano tre casi scollegati tra loro, che solo la pertinacia, l’acume e le intuizioni del nostro Rocco saranno in grado di collegare per svelare un’amara verità.
E’ quasi Natale. Freddo e neve accompagnano le indagini della squadra: la location è suggestiva, Aosta sembra una cartolina, luci, colori, cori natalizi, il profumo delle feste nell’aria. Ciò che per il resto dell’umanità è gioia, calore, condivisione, per Schiavone è un pungolo al cuore che esalta quel dolore interiore che non se ne va.
Marina è sparita, quei dialoghi irreali che erano lenimento, sembrano finiti per sempre. Rocco è solo, consapevolmente solo. Non bastano gli amici di sempre, Furio e Brizio, non basta nemmeno la presenza della squadra scalcinata con cui condivide la fatica e la speranza di risolvere il caso. Schiavone è imprigionato in se stesso, talvolta vede la luce, ma alla fine sceglie sempre il buio.
E poi, c’è Sandra, che è guarita, che ha deciso di andarsene per sempre e che mette Rocco di fronte a un bivio definitivo, quello di un amore che potrebbe essere ma che forse non sarà mai.
Questo e molto altro in un romanzo che, come di consueto, si legge d’un fiato, e che, nelle ultime pagine, introduce un nuovo personaggio, che, si presume, animerà i prossimi capitoli della saga.
Blackswan, martedì 20/01/2025

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