martedì 5 giugno 2012

ORGANIZZAZIONE, PUNTUALITA' !


Oggi è uno di quei giorni che ...(mi sembra di essere l'Ornella in uno dei suoi memorabili canti...), si , sono in bassa pressione , le mie visioni sono abbastanza annerite, la voglia di fare quasi azzerata , ma so che devo pur andare avanti e allora mi viene in mente un episodio che più idiota non si può. Si, quando ho "le paturnie" non c'è nulla da fare , accettatele miei cari , fanno parte di me. Dicevo , è uno di quei giorni che non ho voglia di far nulla, e qualsiasi cosa faccia , riesce male o va buca...Ma , presumo , che  a molti di voi , qualche volta capiti e qualche "buchetta " l'abbiate presa! Tutto per tirarmi un po' su, ma non riesco e allora andiamo in Killerania...hai visto mai? Ho sempre desiderato nelle mie lunghe o brevi esperienze musicali di conoscere Patti Smith, una donna che io reputo straordinaria , sia come cantante che come persona . Incarna le caratteristiche che  vorrei possedere, e purtroppo non ho , compreso quelle vocali. Un'umanità stratosferica, una gentilezza fuori del comune, una semplicità disarmante, un fascino particolare,una donna senza tempo e spazio , una sacerdotessa del rock. E l'ho messo per ultimo, anche se questo merito andrebbe nelle prime posizioni. 


E' una madre particolare , ma esemplare nel suo genere, in ogni rapporto dal più intimo al più leggero, compare sempre l'amore in tutte le sue forme che è fatto di generosità e dedizione. Leggete la sua biografia ne vale la pena, leggete qualche sua curiosità , leggete le sue sofferenze e le sue glorie, le sue felicità e i suoi perdoni,  ve lo consiglio caldamente e se lo avete già fatto , ditemi , se ne avete voglia cosa ne pensate. Veniamo a noi .Era il 6 luglio del 2007 e Patti era a Savona, ad uno sputo da casa mia, per l'organizzazione " Just Like  a Woman", dedicata al rock femminile e alla condizione delle donne.Sapevo che era sempre gentile e disponibile con le interviste, gentile nel rispondere alle solite domande che le vengono proposte. Ma risponde sempre  alla  condizione precaria dei figli donne o uomini che siano, alla condizione umana senza alcuna divisione, alla ghettizzazione della musica rock soprattutto al femminile agli esordi, a quanto la musica serva a ispirarci e a comunicare , a quanto ancor oggi la diverta fare il suo lavoro. Avevo in mente molte cose da chiederle, non preparo mai una scaletta ma vado a ruota libera , perchè l'istinto è quello che mi aiuta quasi sempre, ma mi sentivo un fiume in piena pronto a scaricare tutta l'onda su quella donna minuta dai capelli lunghi , grigi. Partimmo abbastanza tardi con un'amica , anche lei innamorata di Patti , e arrivammo in un baleno  in quel di Savona, alla Fortezza di Priamar dove si teneva il concerto. Avevamo un largo anticipo, ma è un'abitudine questa , preferisco aspettare che essere attesa. Ci guardavamo intorno e pur avendo il tempo dalla nostra, la strada , le macchine, le persone , ci sembravano veramente scarse. Tengo a precisare che sono ligure doc, e non ho nulla contro i miei consanguinei, se non un po' di ritrosia nei rapporti umani unita alla diffidenza, ma a volte quella non guasta. Ma una critica severa in quel momento la feci.

Era impossibile che la gente non capisse l'importanza dell'evento, non si catapultasse a sentire questa signora della musica , che ci ha regalato momenti indimenticabili. Non si poteva essere indifferenti a tal punto, ma ...l'altro punto arrivò quando mi trovai davanti al cartello del concerto di Patti Smith. La guardai estasiata, ma l'espressione del mio viso cambiò quando scorsi, la data . Certo era quella giusta, ma c'era una piccola differenza , la mia data. Non era il 6 luglio , bensì il giorno dopo....non mi era mai successo , ma cosa era accaduto ? Non lo so , me lo domando ancor oggi, pensando come allora , almeno fosse stato il giorno prima! Ora andrò sicuramente  a Barolo il 14 luglio e altrettanto sicuramente non sbaglierò data. Un concerto particolare   condiviso con Capossela per " Collisioni 2012", da svolgersi libero, come l'ingresso a offerta, in una piazza di questo paese del Piemonte famoso per il buon vino. Non male come prospettiva , che ne dite , da farci un pensierino....




NELLA, martedì 05/06/2012

lunedì 4 giugno 2012

SLASH - APOCALYPTIC LOVE

Genere : Rock
Provo per Slash un affetto sincero, dovuto essenzialmente a due motivi fondamentali. Il primo è che è stato il chitarrista dei Guns N' Roses, uno dei gruppi che più ho amato in vita mia; l'altro è che suona, divinamente, la mia chitarra preferita, la Gibson Les Paul. Queste ragioni sono sempre state sufficienti affinchè comprassi a scatola chiusa qualsiasi disco rilasciato dal capellone con la tuba. E poco importa se certi episodi ( leggi Velvet Revolver )non sono stati all'altezza della fama che si era comnquistato coi Guns. In fin dei conti, da Saul Hudson non ho mai preteso che tornasse a rivoluzionare la storia della musica, sperando più semplicemente che continuasse a suonare la chitarra come un califfo del rock e a sfornare quelle sue robuste canzonacce hard, che ancora oggi mi fanno lussare la cervicale in tiratissimi headbagging. Apocalyptic Love è il secondo lavoro solista di Slash in due anni e la rotta intrapresa con l'esordio del 2010 è, bene o male, la stessa. Con qualche distinguo, però. La sensazione infatti è che il nuovo lavoro abbia una maggiore compattezza e omegeneità, e che sia rispetto al precedente un vero e proprio album, piuttosto che una raccolta di singoli. Prova ne è che alla voce è stato chiamato in pianta stabile ( e si pensa definitivamente ) Myles Kennedy, leader degli Alter Bridge e funambolico cantante dalle ottave infinite. E probabilmente è questa la novità più corposa che caratterizza il nuovo lavoro. Se da un lato si percepisce una grintosa determinazione a dare vita a una band stabile e con un suono ben connotato ( al basso c'è Todd Kernes e alla batteria Brent Fitz, entrambi ottimi comprimari già collaudati dal vivo ), dall'altro un poco si attenua il fascino che aveva caratterizzato quel primo lavoro, in cui, con altalenanti risultati, si alternavano alla voce tante navigate rockstar ( da Fergie a Ozzy, da Ian Asbury a Lemmy ). Apocalyptic Love suona quindi molto più compatto, a tratti quasi monolitico, nel suo sfrecciare a cento all'ora fra riff muscolari, incendiari assoli e fulmicotoniche scale. Mancano rispetto all'esordio del 2010 canzoni dal piglio radiofonico, e occorrono più ascolti per entrare in sintonia con un disco tutto sommato buono ma privo di quei ganci melodici che da sempre caratterizzano la scrittura di Slash. Tra gli episodi che meritano una citazione segnalo la title track, No More Heroes e le due bonus tracks dell'edizione deluxe, Carolina e Crazy Life.
VOTO : 6,5
Blackswan, lunedì 04/06/2012

domenica 3 giugno 2012

ROCKPILLS



MONOPHONICS – IN YOUR BRAIN
Genere : Funk, Psychedelic Soul

Californiani, in circolazione dal 2005, i Monophonics hanno rilasciato a maggio il loro terzo album in studio. Black rock vintage anni ’60 e ’70, George Clinton e i suoi Funkadelic, Sly & The Family Stone ( non a caso il singolo estratto dall’album si intitola come il disco capolavoro di Sly Stone,  There’s A Riot Going on  ) sono i primi riferimenti storici che mi vengono in mente per inquadrare il genere. Quattordici tracce, per una durata complessiva di quasi un’ora, che ci riportano dietro nel tempo, tanto nello spirito quanto nei suoni fortemente connotati da una scrupolosa attenzione filolologica, che ripesca registratori a otto piste e un tripudio di riverberi. In Your Brain è un disco che affascina e diverte fino all’ultima traccia e che riluce in piccole gemme di modernariato quali il citato singolo, il funk pompato di All Together e il ballatone soul di Foolish Love.

VOTO : 7,5




KEANE – STRANGELAND
Genere : pop

Già il fatto che la musica dei Keane non preveda l’uso della chiatarra elettrica me li rende antipatici a prescindere. Ma questo in realtà è un problema solo mio. Quello che invece non dovrebbe sfuggire a nessuno è che, al quarto album in studio, il gruppo di Tom Chaplin ( che quanto meno si riscatta con una vita dedita alle droghe e all’alcol ) continui a suonare sempre la stessa canzone. Pop ( rock ) a sicura presa radiofonica, qualche inno buono per gli stadi, canzoni che debordano in un sentimentalismo che si compra un tot al chilo al bancone dei surgelati dell'Esselunga. Troppo cattivo ? Può darsi di si, però di queste dodici canzoni non ce n’è una, dico una, di cui in futuro ci ricorderemo.Vanno via così, senza infamia e senza lode, impalpabili come la scoreggetta di un coniglio che si disperde nell’immensità del deserto. E tutto sommato dispiace, perché se avessero mantenuto gli standard compositivi dell’esordio di Hopes and Fears ( 2004 ), facendo almeno un tentativo di aggiornare e arricchire la loro proposta, sarebbero stati una valida alternativa ai Coldplay.

VOTO : 5




CONOR MASON – STANDSTILL
Genere : Singer, Songwriter

Conor Mason è originario di Derry, Irlanda del Nord, e con Standstill è al suo secondo lavoro in studio, dopo l’ottimo debutto datato 2009, dal titolo When It’s Over. Il ragazzo, che ha una voce calda  e carezzevole, deve essere cresciuto tenendo sotto il cuscino l’intera discografia di Elliott Smith, del quale sembra l’epigone più credibile. Eppure, nonostante l’ indubbia ispirazione al repertorio del cantautore di Omaha, le dieci canzoni del disco risultano comunque dotate di un’impronta molto personale e di una vitalità che eleva Mason un gradino sopra ai colleghi di genere. Pop folk, a tratti solare, a tratti venato da suggestioni dolcemente malinconiche, e sempre di qualità. Con un orecchio a Smith, ma anche ai Beatles  e a qualche struggimento che richiama alla mente il quasi connazionale Damien Rice.

VOTO : 7




Blackswan, domenica 03/06/2012

sabato 2 giugno 2012

SOTTO ASSEDIO



Mentre l’Italia si sbriciola sotto le bombe dei vigliacchi e le scosse sismiche di un  terremoto che semina morte, povertà e paura, le istituzioni politiche e quelle ecclesistiche manifestano per l’ennesima volta glaciale indifferenza verso lo stato reale del paese. L’indegno Napolitano, nonostante gli appelli della società civile, non rinuncia allo scialacquo per le celebrazioni della nostra ( umiliata e corrotta ) Repubblica. Ricorrenza nobilissima, nessuno lo mette in dubbio, ma che di questi tempi sarebbe stato opportuno celebrare riempiendo le piazze italiane di tricolori a mezz’asta, listati a lutto. Prevale, invece, una incomprensibile ragion di Stato, che prenderà forma di sobria parata militare, perfettamente in linea con le inculate a secco del governo Monti. Mentre a Roma sfileranno armi e armigeri, Milano e zone limitrofe ricevono in queste ore la visita di colui che alcuni si ostinano a chiamare il santo padre. Trasformato in zona di guerra, come se si fosse sotto assedio, il capoluogo meneghino si appresta all’evento in un contesto da coprifuoco gestapo, a causa del quale sono state sistematicamente violate le libertà fondamentali della cittadinanza. Città blindata al traffico automobilistico, linee della metropolitana interrotte, obbligo di molti residenti di tenere abbassate le serrande degli appartamenti per due giorni, famiglie che si ritrovano a ospitare tiratori scelti, divieto di parcheggio in alcune zone della città. A Bollate, città dove vivo e che dista 11 chilometri dal campo volo di Bresso, location della kermesse papalina, ampi spazi urbanistici sono stati adibiti all’accoglienza dei pullman che trasporteranno migliaia di pecorelle smarrite al cospetto del pontefice ( come poi transumeranno da Bollate a Bresso non è dato sapere ). Il costo del concertone ( chi ieri ha visto il palco mi ha raccontato di un’ opera così imponente che nemmeno gli U2 nei momenti di massima sboronissima onnipotenza ) ammonta a 13 milioni di euro, in parte pagati dal Comune di Milano ( 3 milioni ), in parte dalla Regione ( e bravo Formicchioni vacanziero a sua insaputa ), in parte dall’Arcidiocesi e dalla Cei. Il tutto, mentre in Emilia la gente non ha un tetto sotto il quale vivere ed è costretta ad accalcarsi nelle tendopoli. Pace, amore, carità, e così sia. 
Così sia, un cazzo. Perchè se è legittimo che chiunque veneri gli idoli che preferisce ( il mio personaggio di fantasia preferito, ad esempio, è Batman ), si impone allo stato laico un medesimo stringente obbligo di non sperperare soldi pubblici per un evento non condiviso  in un momento in cui tutti ( Milano ancora deve far fronte alla voragine di bilancio lasciata dalla cricca PDL-Lega ), chi più chi meno, stanno con le pezze al culo. Invece, si gettano milioni dalla finestra per festeggiare un concetto anacronistico come quello della famiglia, fiore all’occhiello del mediovale e cieco oltranzismo della banda vaticana. Che peraltro opera nel settore, con fervente ipocrisia : con una mano da una carezza alla famiglia tradizionale, con l’altra una palpatina al culetto di un bambino. D’altra parte, in merito alla questione pedofilia, la scorsa settimana la CEI ha chiarito il concetto a tutti coloro che hanno orecchie per intendere : nessun obbligo di denuncia all’autorità giudiziaria da parte dei vescovi che si accorgono di avere in casa un parroco dai gusti sessuali, per così dire, molto particolari. Esiste un articolo del codice penale ( 378 c.p. ) che configura il reato di favoreggiamento. Il favoreggiamento si sostanzia ogni qualvolta l’agente aiuti un altro soggetto che abbia precedentemente commesso un reato a eludere le investigazioni della polizia giudiziaria o a sottrarsi alle ricerche. Se io fornisco notizie mendaci all’autorità o nascondo uno stupratore nel salotto di casa, rischio dai due ai quattro anni di reclusione. A Milano, in questi giorni, un fiancheggiatore di pedofili  circolerà invece liberamente, protetto dalle forze dell’ordine, che saranno pagate con i nostri soldi, mentre domani, in pompa magna e cangianti paludamenti, il tedesco dal passato nazi dispenserà la benedizione urbi et orbi a un milione di baciapile. Io spero, e lo dico parafrasando le parole di Primo Levi, che Dio sputi a terra le loro preghiere. Per rispetto verso chi sta soffrendo e ha bisogno di quei soldi malversati per dar da mangiare ai propri figli.
PS : lo dico io prima che lo faccia qualche solone ( inteso come grande sola ) : l'articolo è populista, qualunquista e demagogico.

Blackswan, sabato 02/06/2012

venerdì 1 giugno 2012

CAMBIO LAVORO !

Sono in Killerania per parlare un po' con il nostro Blackswan, ma gira che ti rigira, non lo trovo.. E va beh..pazienza, mi erano venute nostalgie di ricordi passati e sarei stata felice di riviverli con lui, perchè so che eravamo nella stessa situazione. Nessuno di voi ricorda o è stato nel lontano 1988 (molti  forse non erano neppure nati....), il grande concerto svoltosi allo Stadio Comunale di Torino per "Human rights now!"Un concerto epico , cumulativo, che radunava in tutto il mondo gruppi e cantanti dalla carriera altisonante , aderenti all'Amnesty International. Lo ricorderò sempre come un concerto speciale per me...voi mi direte, "ma per te tutti sono un po' speciali".., è vero , ma questo sta un pochino più su! Ero reduce da un tour de force di un altro rock-singer e il mio lavoro era riuscito benino, e presi da un impeto di generosità , i miei superiori mi  misero a disposizione parecchi biglietti per questo famoso 8 settembre 1988...Ho impressa la giornata nel cuore, sembravo una maestrina con la scolaresca , perchè ero attorniata da cugini e cuginetti  emozionati per ciò che li aspettava. Avevo la salute, e il Signore mi abbia in gloria, così partimmo dalla Liguria con un treno  più che mattiniero, e l'alba ci accolse tutti con un sole caldo e sfavillante, come il nostro umore. Arrivammo a Torino in mattinata e dopo una fantastica e abbondante colazione ( mai bevuto una cioccolata calda così buona come in Piemonte..), ci avviammo con i pass per ritirare i biglietti . Non so quante ore di fila sopportammo, ma eravamo ancora pieni di adrenalina da smaltire e non facemmo caso al girone infernale che ci aspettava. La giornata si preannunciava caldissima in tutti i sensi, un sole che spaccava le teste , un caldo infernale in quel catino di cemento , che a fatica e dopo ore e ore di coda con un panino sintetico , raggiungemmo. Ma i posti erano talmente belli e così vicini al palco , che dimenticammo tutto. Un gentile signore addetto ai vari rapporti back- stage, ci consigliò di mettere subito in bella vista il cartellino che ci permetteva di entrare nel retro-palco... Con la massima cortesia mi consigliò di non aspettare la fine del concerto ( ignara , come avrei potuto reggere interviste varie dalle 14 del pomeriggio alle 2 della notte, compresa la levataccia di casa?), ma ad un certo momento che io sola avrei giudicato propizio, mi sarei dovuta avventurare nei meandri del retro....Quello che successe durante il concerto fu storia e avrei piacere lo raccontasse il nostro "cigno nero"..In breve ci stupirono Tracy Chapman e Youssou'nDour , ci emozionarono Gabriel e Springsteen , ci divertì Sting  , cademmo nel dramma con Baglioni e via di seguito , anche perchè se vi raccontassi  tutto, vi annoierei più del solito. Non vi nascondo che col passare delle ore , tra il sonno , la fame ( e poi dicono che è un bel lavoro..si, si è bello!!), la calura smorzata da sferzate di idranti ristoratori che ci riportavano per alcune mezz'ore in vita, trovare il giusto momento, quel famoso attimo fuggente che se ti sfugge sei morto, non era cosa facile. Non nego di avere avuto un tracollo soporifero e non ricordo bene in quale occasione, da vergognarsi anzi che no, ma quando il troppo stroppia e hai vicino uno zainone a mo' di cuscino , appoggi un attimo il capo e sei partita... Mi svegliai a tempo e ricordo cantava il nostro signor Sumner, bardato quasi da corsaro, con camicia a sbuffo bianca., fusciacca in vita rosso fuoco , calzoni gitani neri e chioma bionda fluente( l'aveva ancora....) 

Facendo un rapido calcolo, con il massimo sforzo, mi resi conto che il tutto doveva essere quasi arrivato alla fine ( non proprio...)e mi feci coraggio , immaginatevi pure la mia presentazione dopo docciate vestita per tutto il pomeriggio, fame, sete  e pisolino consumato,andai a tentoni verso le quinte. Un guazzabuglio di gente che andava e veniva , facce note mischiate a perfetti sconosciuti, finchè..finchè ...suspence..mi ritrovai davanti Sting calzato e vestito. Non ebbi tempo di proferire parola, mi squadrò in un attimo e con piglio imperioso mi ordinò in perfetto inglese, buttandomi addosso una di quelle scope di saggina tipiche della Befana " Brush"!!! E lì si concluse il mio tutto! Avrei potuto cambiare mestiere, forse sarebbbe stato più redditizio, ma nella realtà l'unico problema era portare sana e salva la scopa a casa. Era un cimelio troppo prezioso e originale per lasciarlo allo Stadio.. Giammai! Detto , fatto! Tutti insieme appassionatamente riprendemmo il treno delle 5,30 del giorno seguente , facendo a piedi la distanza che ci divideva dalla stazione. Ma eravamo così felici, che non sentivamo più nulla , solo la fortuna di esserci stati. E io con quel fardello voluminoso, che ancora conservo e non è mai stato usato per spazzare il terreno circostante casa mia, feci tutto il viaggio di ritorno con il mio trofeo guardata con imbarazzo dagli ignari viaggiatori ,. mentre ripensavo se il tutto non fosse stato un segno del destino per dare una svolta definitiva alla mia vita!!!



NELLA, venerdì 01/06/2012