venerdì 28 agosto 2026

Larry McMurtry - Cavallo Pazzo (einaudi, 2025)

 


Dalla pagina eroica nella battaglia del Little Bighorn alla fine tragica a Fort Robinson, Cavallo Pazzo è vissuto negli ultimi anni in cui il popolo sioux poteva considerarsi ancora libero, ed è morto quando quell’epoca era ormai finita. Con grande passione e forza narrativa, Larry McMurtry si muove tra verità e leggenda, facendo affiorare il ritratto di un guerriero indomito, risoluto, schivo e altruista. Un uomo che ha lottato fino allo stremo per la sopravvivenza del suo popolo e del suo modo di vivere.

 

La figura di Larry McMurtry è universalmente nota per la tetralogia di Lonesome Dove (il primo volume della quale vinse il premio Pulitzer nel 1985), per Voglia di Tenerezza, romanzo dal quale fu tratto l’omonimo film di James L. Brooks (che fece man bassa di Oscar nel 1984) e per la sceneggiatura de I Segreti di Brokeback Mountain (per il quale lui stesso si aggiudicò un altro Oscar).

Cavallo Pazzo, già pubblicato in Italia nel 1999, è un’opera minore del compianto romanziere americano, un saggio che si prefigge di raccontare la figura di Cavallo Pazzo, personaggio sfuggente e al contempo figura mitica, che ha saputo incarnare, oggi come allora, il vero spirito degli indiani delle pianure. Accostando la verità storica alla leggenda, McMurtry tratteggia con acutezza un personaggio di cui si sa pochissimo, e quel che si sa è, talvolta, frutto solo dell’immaginazione suscitata dalla sua aura quasi spirituale, a cagione della quale le gesta dell’uomo e il suo mito spesso si sovrappongono.

Spirito indomito, refrattario alle regole e alle tradizioni del suo popolo, cacciatore, guerriero e, soprattutto, benefattore (una delle certezze è che si prendesse cura degli anziani e dei meno abbienti), Cavallo Pazzo è diventato il simbolo della resistenza indiana all’oppressione del popolo bianco, per quanto non è storicamente accertata la sua partecipazione a molte delle battaglie che il mito gli accredita.

Tra poche notizie vere e molte storie inventate o supposizioni, McMurtry cerca di far luce, con il piglio certosino dello storico, sulla cultura degli indiani delle praterie e sulle ragioni (trattati non rispettati, epidemie, la scelleratezza con cui i bianchi fecero razzia dei beni di sostentamento dei pellerossa) che spinsero gli indiani a essere “rinchiusi “nelle riserve e che condussero al massacro di Little Bighorn (l’insensata arroganza di Custer, la sagacia militare dei nativi americani) e alla carneficina degli Sioux presso il torrente Wounded Knee, che mise fine per sempre alla resistenza indiana.

Di grande interesse anche la parte del saggio dedicata all’assassinio di Cavallo Pazzo (su cui si hanno molte più notizie attendibili) avvenuto a Fort Robinson per mano di un soldato, che lo trafisse con un colpo di baionetta. Stanco e preoccupato per le condizioni del suo popolo, stremato dalla fame e dal freddo, Cavallo Pazzo si consegnò all’esercito statunitense, che lo rinchiuse nella riserva del forte, per essere assassinato, poi, qualche mese dopo a seguito di un inganno perpetrato nei suoi confronti dai capi indiani Coda Chiazzata e Nuvola Rossa, gelosi del suo prestigio.

 

Blackswan, venerdì 28/08/2026

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