sabato 18 maggio 2013

JJ GREY & MOFRO – THIS RIVER



Un giorno, quando vincerò la mia atavica paura per gli aerei, salirò su un jet e punterò dritto verso gli Stati Uniti, destinazione Jacksonville, Florida. Che non è solo un bel posto da vedere, ma è anche, e soprattutto, una delle più prolifiche fucine musicali della storia del rock. Southern rock, per la precisione. Jacksonville ha prodotto i Lynyrd Skynyrd, i 38 Special, i Molly Hatchet e i Blackfoot, e non so se mi sono spiegato. A Jacksonville è cresciuto anche JJ Grey, musicista sottovalutato, questo è fuori di dubbio, tanto da essere considerato anche negli States un fenomeno di culto. Di questo artista, fino a qualche mese fa, conoscevo poco o niente, avendolo scoperto solo di recente, grazie all’ascolto di un infuocato (termine abusato ma nello specifico indispensabile) live, intitolato Brighter Days e uscito nel 2011, che una volta inserito nel lettore produce una perniciosissima dipendenza da heavy rotation (in Italia lo trovate solo d’importazione o potete scaricarlo a poco meno di 9 euro su iTunes). A ritroso, quindi ho riscoperto tutti i suoi dischi, e in questi giorni il mio stereo pompa a tutto volume, con massima soddisfazione del vicinato, quest’ultima sua fatica, This River. JJ Grey, meglio dirlo subito, ha la pella bianchissima ma un’anima così nera che più nera non si può. Il suo roots rock guarda ai grandi nomi poc’anzi citati, ma è solo una sbirciatina, perché in realtà le sue canzoni trasudano negritudine : moltissimo funky, e poi blues, rhythm & blues, e vagonate di soul. Tanto che l’ascolto del disco fa venire in mente, oltre che un parallelo con un’altra grande band di southern rock, i Widespread Panic (andatevi a riascoltare lo swamp funky di Night Of Joy), soprattutto alcuni nomi illustri della scena black music, quali James Brown, Otis Redding o Salomon Burke. JJ Grey, che forse manca di un po’ di originalità compositiva, ha però dalla sua un approccio all’esecuzione di chi è più abituato a suonare dal vivo che a stazionare negli studi di registrazione. Ecco perché This River colpisce soprattutto per l’immediatezza e la potenza del groove, come se invece di essere un disco composto da canzoni fatte e finite, palesasse semmai un’anima da improvvisata jam session. La musica di JJ Grey (supportato da una band talentuosissima, i Mofro) scorre proprio come il St. John’s River che attraversa Jacksonville e a cui l’album è dedicato: a volte, lenta e sinuosa, più spesso impetuosa e spumeggiante. Canzoni come l’iniziale Your Lady, She’s Shady e Florabama (che potrebbe tranquillamente essere inserita in uno qualsiasi dei dischi di Prince) resusciterebbero al dancefloor anche i morti, mentre Write A Letter a la title track possiedono un trasporto soul così sincero che è impossibile non commuoversi. Un disco perfetto per tutti coloro che amano la musica nera ma non sanno proprio rinunciare a una chitarra rock.

VOTO : 7+ 







Blackswan, sabato 18/05/2013

9 commenti:

Offhegoes ha detto...

Precisiamo....prima di jacksonville mi devi una visita a Madrid...ergo...milano-madrid-miami ;))))

nella ha detto...

Mi precipito subito a scaricarlo..
Ti credo sulla parola..
Smack!

Blackswan ha detto...

@ Offhegoes : si scriveva tanto per dire, per fare un pò di letteratura :)

@ Nella : con il link che ti ho dato dovresti metterci una ventina di minuti. e ne vale la pena.:)

The Mist ha detto...

Sembra ottimo anche questo album, al primo ascolto, anche se non è esattamente il mio genere :)

gioia ha detto...

Ma uomo, mi vuoi dire che tu non voli???? ;)

mr.Hyde ha detto...

Mi piace, grande ritmo, grande energia.Ricorda molto Prince, anche nella voce.

Adriano Maini ha detto...

Mi fido anch'io dei tuoi pareri!

Marco Goi ha detto...

blackswan, pronto? siamo nel 2013.
pretendo una recensione del nuovo immenso disco dei daft punk! :)

Blackswan ha detto...

@ Mist : il disco è molto bello davvero.

@ Gioia : Nemmeno se mi minacciano di morte.

@ Mr Hyde : il pezzo postato è princiano di bestia. Il resto del disco un pò meno.

@ Adriano : Grazie :)

@ Marco : quella ciofeca di musica può piacere giusto a te e Cherotto, che l'altra sera ha provato a vendermelo come capolavoro.Ma mi faccia il piacere ! :)))